BORGO SAN LORENZO – Sabato e domenica nel centro storico borghigiano il protagonista sarà il tartufo, con la ventottesima edizione della Mostra-mercato del tartufo bianco e nero, promossa, col sostegno del Comune di Borgo San Lorenzo, dall’Associazione Tartufai Mugello. Che avrà il proprio stand in piazza Garibaldi. Non mancherà un mercato di prodotti enogastronomici locali e regionali. E la domenica, sia alle 10.30 che alle 15 si terranno dimostrazioni di ricerca di tartufi con cani addestrati, nei pressi del ponte sulla Sieve. E in entrambe le giornate non mancheranno artisti di strada ad animare le vie del centro, Abbiamo intervistato il presidente dell’associazione Giuseppe Fredducci
Quest’anno com’è stata la produzione?
“Fino a una decina-quindici giorni fa eravamo preoccupati: ci sono state temperature troppo elevate, e queste non favoriscono la crescita del tartufo. La piovosità era stata favorevole questa estate, ma il caldo poi non ha aiutato. Come dicevano i vecchi tartufai: le stagioni buone per i porcini non sono buone per il tartufo. Comunque negli ultimi giorni è arrivato un po’ di freddo e questo ha fatto ripartire una buona produzione e anche la qualità è andata a migliorare. Così alla mostra il prodotto ci sarà e anche in buona quantità”.
Quindi il cambiamento climatico potrebbe creare sempre maggiori problemi nel futuro alla produzione dei tartufi?
Sicuramente il rialzo delle temperature determinato dal cambiamento climatico sta portando a un calo continuo della produzione del tartufo. Si sta cercando di fronteggiare tutto questo, con l’impegno delle associazioni e degli enti pubblici preposti, che si sono attivati per cercare e studiare accorgimenti che favoriscano lo sviluppo di un prodotto più resistente alle variazioni climatiche”.
Un ruolo importante, nella salvaguardia e protezione delle aree tartufigene, lo svolgono anche le associazioni dei tartufai…
“Questo è certo. Come associazione, che è formata da una novantina di soci, si gestiscono 40 ettari di aree tartufigene in tutto il Mugello, tra tabellate (dove la raccolta è riservata) e libere (quando la Regione ti finanzia i miglioramenti di un’area ti impone poi di lasciarla per cinque anni di libero accesso). E anche i proventi della mostra borghigiana vengono impiegati per la tutela delle aree tartufigene. Adesso stiamo intervenendo a Scarperia in zona San Clemente, un’area di circa 4 ettari. In questi anni abbiamo messo a dimora 3500 piante, pioppo bianco soprattutto. Perché non sono mancati danni per il vento e le alluvioni. E senza alberi non ci sono tartufi”.
Una parola sull’Associazione Tartufai del Mugello?
Tra i circa 90 soci ci sono giovani e anziani, quella della ricerca del tartufo è una tradizione che continua. Tra i compiti dell’associazione c’è anche quello di agevolare la partecipazione ai corsi per il conseguimento e il rinnovo del tesserino. Perché per raccogliere tartufi ci vuole l’abilitazione, con la frequenza a un corso di 30 ore per il rilascio del tesserino e poi un corso di 8 ore per il rinnovo alla scadenza dei cinque anni. Aiutiamo così le persone a iscriversi ai corsi.
Perché il tartufo mugellano è rinomato?
Per il suo profumo, per la sua durata di conservazione, per la sua alta qualità: il nostro tartufo nasce nei fondovalle, in terreni giovani e molto drenanti, e questo determina sia la qualità e anche una conservazione più duratura.
Il tartufo bianco più grande che hai trovato?
Io di 500 grammi. Ma ho un collega che in Mugello ha trovato un tartufo da un kg e 250 grammi.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 novembre 2025




