SCARPERIA E SAN PIERO – San Piero a Sieve non sarà Parigi, ma quando si parla di bocce qui si respira aria da Olimpiade. Il paese ha appena archiviato la seconda edizione del torneo “Bocciaugo”, organizzato dal Circolo Insieme e dalla Parrocchia, con la collaborazione gastronomico-logistica del ristorante pizzeria Bonaugo. Un evento, intitolato alla memoria di Paolo Bartolini, che è già diventato tradizione e che quest’anno ha avuto un sapore ancora più speciale: il campo da gioco, devastato dall’esondazione del torrente Craza nello scorso mese di marzo, è stato rimesso a nuovo in tempo record da un manipolo di volontari. Non solo riparato, ma rifatto con fondo sintetico: roba da bocciofile di serie A.
Il torneo, aperto a tutti dai 9 ai 99 anni – perché a bocce l’età è solo un dettaglio – è partito il 6 ottobre sotto un sole tiepido e quasi estivo. Sessantadue partite dopo, più di 45 ore di gioco e un numero imprecisato di pizze sfornate dal Bonaugo per sostenere gli atleti, si è arrivati alle finali del doppio sabato 22 novembre, con pioggerellina invernale a tratti e aria frizzantina da primi fiocchi di neve. Una parabola meteorologica degna di un romanzo russo, ma con più risate e meno tragedie.
La partecipazione è cresciuta: 28 singoli e 30 coppie, con iscritti arrivati anche da altri paesi del Mugello. Un segnale chiaro: il Bocciaugo non è più solo “roba di paese”, ma un fenomeno sportivo che rischia di scalzare il calcio dai bar locali.

I campioni incoronati
Specialità singolo: primo classificato Mariano Mirannaliti, che ha dimostrato che la precisione non è un optional ma un’arte; secondo classificato Silverio Checchi, che ha perso per un soffio ma ha guadagnato applausi da stadio.
Specialità a coppie: trionfo della coppia Vittorio Mirannalti – Alfredo Baldini, che hanno fatto sembrare le bocce telecomandate; secondi classificati Roberto e Renzo Vannini, fratelli che hanno dimostrato che il DNA conta, ma non sempre basta.

A consegnare medaglie, buoni e bottiglie di vino (perché la vittoria va annaffiata, altrimenti non vale) ci ha pensato Federica Ficozzi, titolare del “Bonaugo”, insieme ad Arianna e Valentina, figlie di Paolo Bartolini. Un momento emozionante, tra applausi ed un po’ di commozione, ma sempre con lo spirito allegro che contraddistingue il torneo.
E ora? Il pallaio rimane aperto per chi vuole allenarsi con l’obiettivo di diventare il prossimo campione. L’appuntamento ufficiale è già fissato: primavera 2026, terza edizione del Bocciaugo. C’è chi sogna di iscriversi, chi già ha fissato il campo per allenarsi chi, più realisticamente, pensa solo a prenotare un tavolo al Bonaugo per la pizza post-partita.
Perché a San Piero a Sieve, si sa, le bocce sono una cosa seria. Seria… ma non troppo.
Fabio Berti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 novembre 2025








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