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MUGELLO – Arriva la nota stampa dell’Unione Comuni Valdarno Valdisieve sulla vicenda legata a Rodolfo Fiesoli, sollevata dal Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla vicenda “Il Forteto”, e relativa ai Contributi per il soggiorno di Fiesoli in Rsa. Ecco la nota completa:
Con riferimento agli articoli apparsi in data odierna su testate giornalistiche, a seguito del comunicato diffuso dal Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla vicenda “Il Forteto”, si riporta la nota ufficiale dell’Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve, volta a precisare la posizione dell’Ente e a fornire gli elementi necessari per una corretta ricostruzione dei fatti.
Il Servizio sociale dell’Unione dei Comuni agì all’epoca non per propria iniziativa, essendo ovviamente del tutto estraneo a tale vicenda, ma su impulso del Servizio sociale del Ministero della Giustizia (Uepe) e del Tribunale di sorveglianza di Venezia che assunse la decisione di concessione degli arresti in RSA ben prima dell’effettivo inserimento del Fiesoli in struttura.
Chiamato in causa esclusivamente per una questione di competenza territoriale e a seguito della concessione da parte della A.S.L 10 Toscana della quota sanitaria per il ricovero in struttura il Servizio Sociale dell’Unione ha posto in essere i normali adempimenti amministrativi che le leggi nazionali, regionali (legge della Regione toscana n. 41 del 2000) e il vigente Regolamento delle prestazioni sociali prevedono in queste situazioni.
La deroga, prevista espressamente dall’art. 32 ultimo comma del vigente regolamento delle prestazioni socio – assistenziali, in punto di presentazione dell’isee si è resa necessaria per le seguenti motivazioni:
- Rifiuto dei familiari preventivamente escussi a fornire l’isee,
- Mancanza di un Amministratore di sostegno/tutore che agisse per conto del Fiesoli; si ricorda che è stato proprio il servizio sociale dell’Unione a fare istanza di nomina del Tutore al tribunale di Firenze;
- Pressanti richieste da parte del Tribunale di sorveglianza di Venezia perché venisse dato seguito al provvedimento dello stesso del dicembre del 2022 che prevedeva che il Fiesoli scontasse la pena detentiva in RSA;
- Obbligo giuridico di intervenire in virtù delle gravi condizioni di salute certificate dalle competenti autorità sanitarie peraltro sanzionato dall’art. 328 del Codice Penale (rifiuto di atti di ufficio).
- L’intervento del Servizio Sociale, si è svolto per un arco di tempo assai limitato (6 mesi) e si è concluso una volta fornito dal Tutore l’ISEE; non solo, il Servizio sociale ha ottenuto dal Tutore la restituzione dell’intero importo anticipato per cui nessun danno è ipotizzabile a carico dell’Ente.
La qualifica degli operatori di Pubblici Ufficiali/incaricati di pubblico servizio, rende gli stessi esclusivamente soggetti alla legge e ai regolamenti vigenti in materia e non a valutazioni di tipo morale, posto l’indignazione e lo sdegno che la vicenda del Forteto e del Fiesoli ha suscitato in tutti noi.
Ci teniamo, altresì, a ricordare che tutto l’attuale sistema amministrativo, come stabilito dal Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, ruota intorno al principio di separazione tra politica e gestione, il quale trova il proprio fondamento nell’articolo 97 della Costituzione. Esso, infatti, garantisce il buon andamento e l’imparzialità dell’azione amministrativa. In altri termini, la struttura tecnica dell’Unione dei Comuni ha operato nel rispetto dell’ordinamento italiano e la questione non poteva essere oggetto di discrezionalità politica, quindi discussa all’interno degli organi politici dell’Unione stessa.
Carlo Boni, Presidente Unione di Comuni Valdisieve Valdarno
Nicola Povoleri, sindaco di Pelago
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 gennaio 2026


1 commento
Possono i familiari esimersi dal compartecipare alle spese per inserimento in RSA? ALLORA IL DETTATO DEL CODICE CIVILE, che impone il mantenimento di genitori , estendendolo non solo ai figli, ma addirittura a nuore o generi, non poteva essere applicato a Fiesoli, che di figli ne ha due e la moglie? Quando c’è da pagare basta dire non voglio saperne? Una mia amica, dirigente di una RSA col oltre 109 ospiti, mi conferma che in 42 anni di servizio il caso posto o essere per quel carcerato non le è mai capitato. Allo stesso MODO, , FURANTE IL MIO lavoro di bancaria ho assistito alle difficoltà di familiari con parenti in RSA, costretti A ESTINGUERE I LORO bENI , fino a VENDERE La CASA.