BARBERINO DI MUGELLO – È stato un clamoroso flop, all’insegna dello spreco, il menù etnico palestinese servito ai bambini dell’istituto comprensivo di Barberino di Mugello dall’azienda “Qualità & Servizi” il giorno 11 Dicembre. Un pasto che è diventato un caso politico, date le percentuali di pietanze finite direttamente nel cestino. Il menù è parte del progetto “Sapori per la Pace” e prevedeva tre pietanze di origine palestinese: Mujaddara come primo (riso con lenticchie, uvetta, cipolle caramellate e cumino), Hummus di ceci e crudite di carote e finocchi. E se, a livello aggregato nella zona servita dall’azienda, che comprende anche alcuni Comuni della la Piana Fiorentina, la percentuale di spreco è stata del 70%, nelle scuole di Barberino di Mugello si sono toccate percentuali imbarazzanti.
Dando uno sguardo ai dati barberinesi, scuola per scuola, si vede ad esempio che la Mujaddara in diversi casi, sia di classi di materne che di primarie, è stata rifiutata in toto: e tutte le porzioni sono finite nel cestino. E’ il caso ad esempio di una classe alla materna don Milani, tre classi alle elementari Mazzini, due alla materna di Galliano e una alla scuola di Cavallina. Ma anche in altri casi, ad esempio una classe quinta, è finita nel cestino in 15 casi su 16, pari al 93,75%.
Non è andata meglio all’hummus di ceci. Gettato integralmente da una classe della materna di Barberino, e da una quinta delle elementari. Infine la crudite di carote: anche in questo caso c’è stata una classe che l’ha gettata integralmente nel cestino: 17 bambini su 17.
Secondo i programmi, il progetto dovrebbe andare avanti. E per i prossimi giorni sono previsti un menù a base di cucina ucraina per l’11 Febbraio e piatti del Sudan per il 10 Aprile. Anche se, su La Nazione di giovedì 22 Gennaio si riportava parte di una dichiarazione di Qualità & Servizi, nella quale l’azienda annunciava, in occasione di futuri menù etnici, “la proposta di una sola portata sperimentale, con le altre scelte invece tra piatti dal gradimento consolidato, così da garantire un migliore equilibrio nutrizionale e ridurre gli sprechi”.
Intanto il Centrodestra di Barberino di Mugello, che già aveva sollevato perplessità, con la capogruppo Silvia Castellani e il Consigliere Alberto Lopez ha presentato una mozione con la richiesta di rimborso della quota pasto, nella quale si legge: “la finalità educativa dell’iniziativa, pur condivisibile nei principi teorici di pace e integrazione, deve necessariamente scontrarsi con la realtà della somministrazione quotidiana e l’accettabilità dei piatti da parte dell’utenza (bambini in età scolare)”. E ancora “nonostante il disservizio e il mancato consumo del pasto per cause legate all’inadeguatezza del menù rispetto al gusto medio della fascia d’età coinvolta – si legge – le famiglie sono state comunque chiamate a pagare la tariffa piena del servizio mensa per quella giornata”. E quindi si chiede a sindaco e Giunta di “predisporre un rimborso forfettario o uno scomputo sulla retta successiva per la quota pasto del giorno 11 dicembre 2025 a favore di tutte le famiglie i cui figli usufruiscono del servizio mensa”.
Il Centrodestra chiede infine di “sospendere l’introduzione di ulteriori menù sperimentali senza una preventiva fase di test o senza la garanzia di un’alternativa (cioè un piatto di riserva) per evitare che lo spreco alimentare diventi la norma in nome di progetti ideologici o culturali”. E infine di “istituire un monitoraggio più stringente sulla qualità e l’accettabilità dei pasti, coinvolgendo maggiormente la Commissione Mensa nelle scelte dei menù etnici”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 Gennaio 2026


