BORGO SAN LORENZO – Oltre a quella di infermieri e Oss, all’ospedale di Borgo San Lorenzo c’è da anni carenza di tecnici di laboratorio, e adesso anche una preoccupazione per i fisioterapisti, in vista dell’apertura delle “Casa di Comunità”, che potrebbe drenare personale dall’ospedale in favore della sanità territoriale. Se ne è parlato ieri, giovedì 19 Febbraio, al termine del presidio organizzato davanti all’ospedale del Mugello (articolo qui), quando i rappresentanti sindacali hanno incontrato la direttrice sanitaria Claudia Capanni, il direttore infermieristico dell’ospedale Alfonso d’Angelo e, in rappresentanza del dipartimento delle professioni tecnico sanitarie, Paolo Fratini.
“La carenza di tecnici di laboratorio – afferma a margine dell’incontro Simone Baldacci, coordinatore Funzione Pubblica Cgil per Asl Toscana Centro – a Borgo è un grave problema, aperto da anni. E c’è anche il timore che, con l’apertura delle Case di Comunità, una parte dei fisioterapisti venga spostata sulla sanità territoriale, sguarnendo la parte ospedaliera”.
Temi aperti, insomma, ai quali si aggiungono tutte le altre difficoltà evidenziate nel corso del presidio. Dal quotidiano La Nazione di oggi si apprende che durante l’incontro Capanni, D’Angelo e Fratini avrebbero ricordato che Regione non ha emanato le linee guida per il piano occupazionale, e che ci sono i vincoli a livello nazionale sulle assunzioni, garantendo però che si adopereranno con l’azienda sanitaria in modo da avere un occhio di riguardo per le situazioni più fragili e particolari, come quella dell’ospedale di Borgo.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 Febbraio 2026



