MUGELLO – S0no iniziati i lavori di realizzazione del progetto di tutela della biodiversità “Mugello Praterie” proposto dall’Unione Montana dei Comuni del Mugello che consiste nel recuperare aree a pascolo abbandonate e invase da vegetazione arbustiva e arborea ripristinandole per farle tornare nuovamente “attive”.
“Un progetto importante – ha commentato il presidente dell’Unione dei Comuni del Mugello Triberti ai mircofoni del TG3 Regionale – con un finanziamento di oltre 1.307.000 euro da parte della Regione Toscana con fondi FESR. Sono 350 circa gli ettari per le otte aree che sono interessate dall’intervento di ripristino del pascolo”.
Le macroaree interessate sono Valdiccioli-Casa all’Alpe, Giogo, Altello Cannova, Moscheta, La Collinaccia, Rifredo-Fognano, Prati Piani, Valmora-Gattoleto.
“Il lavoro prevede interventi di recupero sui prati pascoli – spiega Maria Ronconi dell’Ufficio Tecnico dell’Unione dei Comuni del Mugello al Telegiornale Regionale della Rai – che consistono in decespugliamenti sia con i mezzi meccanici che manuali, e poi prevvede interventi sulle infrastrutture, quindi sulla viabilità che conduce a questi prati, ma anche interventi sull’adduzione dell’acqua, perché gli animali al pascolo oltre che di erba hanno bisogno di acqua”.
“Sappiamo che pascoli ben gestiti assorbono tanta CO2 – commenta Tommaso Campitelli del Progetto Praterie del Mugello – e sono dei presidi contro il dissesto del territorio”.
Il progetto prevede dopo il decespugliamento delle specie invasive (felci, rovi), la preparazione del terreno e la trasemina, ossia la dispersione dei semi di valore ecologico. La pratica della trasemina, in particolare, sarà eseguita adoperando il fiorume, “un miscuglio di semi di elevato pregio naturalistico ricavato dal taglio delle punte di essenze autoctone da prati donatori selezionati all’interno del territorio demaniale regionale che l’ente gestisce”, si spiega. E per la raccolta ci si servirà di una speciale macchina che spazzola e “mangia” i semi.
Negli interventi sono compresi il ripristino di un bacino di raccolta d’acqua piovana, sistemi di accumulo dell’acqua e abbeveratoi, recinzioni di protezione. Ripristinata la vocazione a pascolo, le aree potranno essere poste in concessione a realtà zootecniche per il pascolamento estensivo, con una gestione produttiva, sostenibile e conservativa.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 marzo 2026




