
MUGELLO – Nei giorni scorsi (articolo qui) abbiamo parlato di un problema che negli ultimi mesi si è fatto sempre più annoso. Ossia del fatto che i cestini stradali vengano sempre più spesso usati come pattumiere personali dove lasciare i sacchi dell’immondizia. Nell’articolo abbiamo posto la riflessione su come sia possibile superare questo problema: se siano cioè necessarie più fototrappole e sanzioni, oppure campagne informative, o ancora se serva una radicale modifica del sistema di raccolta dei rifiuti.
Adesso abbiamo posto questa domanda a quattro assessori all’Ambiente di altrettanti comuni mugellani: Francesco Tagliaferri, sindaco di Vicchio che ricopre anche la delega all’Ambiente, Gabriele Timpanelli, Paolo Tagliaferri e Marco Recati, rispettivamente assessori di Borgo San Lorenzo, Barberino di Mugello e Scarperia e San Piero. Ecco le loro risposte:
Francesco Tagliaferri, Vicchio: “Dopo il passaggio a Taric, del primo Gennaio, abbiamo la possibilità di attivare gli ispettori ambientali, e abbiamo già avviato la procedura. Poi, da oltre un anno, stiamo già facendo, con l’assessore Salsetta, molte sanzioni sull’abbandono dei rifiuti, anche grazie all’installazione di fototrappole. Purtroppo – aggiunge – c’è tanta inciviltà e non è un tema facile, che non riguarda solo i cestini. Ad esempio anche i raccoglitori gialli per la raccolta dei vestiti sono spesso oggetto di abbandono esterni, tanto è vero che alcuni Comuni hanno scelto di rimuoverli; noi per adesso li stiamo tenendo, ma li abbiamo spostati in luoghi più facilmente controllabili. Siamo inoltre molto attivi con Alia per segnalare gli abbandoni e farli rimuovere tempestivamente. Certo, se ci fosse la possibilità di avere più risorse per mettere più telecamere e fototrappole lo faremmo”. E in merito al sistema di raccolta afferma: “Vedo che anche a Firenze, dove ci sono ancora i cassonetti, hanno problemi simili. Sicuramente – aggiunge – con il passaggio a Taric un aumento di questo utilizzo improprio dei cestini pubblici era preventivabile, ma in maniera secondo me immotivata. La gente pensa di risparmiare non conferendo l’indifferenziata, ma in realtà non hanno capito a pieno il vero funzionamento della Taric. Credo comunque che questo fenomeno sia destinato a diminuire, però nel frattempo i trasgressori vanno sanzionati. Poi – conclude – sono disponibile a parlare anche di un eventuale ritorno ai cassonetti; ovviamente il porta a porta, come tutte le raccolte, ha dei vantaggi e degli svantaggi, ma non credo che gli abbandoni siano legati a questo sistema”.
Gabriele Timpanelli, Borgo San Lorenzo: “È una cosa sulla quale stiamo ponendo attenzione, anche insieme all’assessore Verdi, con il quale condivido la delega. Non credo che il problema stia nel sistema di raccolta, quanto nella necessità di lavorare sulla comunicazione e sui controlli di alcune aree, anche con l’ausilio di fototrappole, per fare da deterrente a questi comportamenti non corretti. È necessario agire insieme all’operatore, in questo caso Alia, per monitorare queste situazioni, che in alcuni casi risultano purtroppo poco gestibili. Servono – conclude – da un lato una campagna che metta l’accento sulla necessità di avere a cuore i nostri spazi comuni, e dall’altro dei sistemi che possano fare da deterrente nei confronti di chi ha comportamenti non corretti. Tenuto conto – conclude – che si tratta di un fenomeno sparso in varie aree, non solo nel capoluogo”.
Paolo Tagliaferri, Barberino di Mugello: “Il problema è complesso, non credo ci sia una unica soluzione; ma che serva agire su più fronti. Sul territorio di Barberino sono presenti telecamere ambientali, che hanno portato a numerose sanzioni nell’ultimo anno. Molti accumuli di rifiuti purtroppo sono riconducibili a cattive abitudini e maleducazione da parte di singoli. Cerchiamo di lavorare sull’informazione spingendo all’uso dell’isola ecologica, che si trova nella zona industriale e che è aperta sia il sabato che la domenica, per fare fronte alle esigenze delle famiglie e di molte seconde case.
Altro tema su cui lavorare è sicuramente la formazione e la sensibilizzazione della cittadinanza e dei giovani, anche per questo con le associazioni, organizziamo giornate di pulizia che ci aiutano a monitorare il territorio, intervenire su punti angusti e formare le nuove generazioni ad un approccio più rispettoso dei rifiuti”.
Marco Recati, Scarperia e San Piero: “I controlli si sono intensificati da quando abbiamo iniziato la collaborazione con gli ispettori ambientali, che nell’ultimo anno hanno svolto un lavoro positivo e di collaborazione con l’amministrazione e la Polizia Municipale; che aiuta a limitare questo fenomeno. Occorre continuare con i controlli e, quando possibile, individuare chi abbandona i sacchi dentro i cestini stradali. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di adottare cestini che non permettano l’inserimento di sacchi, cioè non quelli cilidrici ma con la bocca più piccola. Naturalmente, bisogna lavorare con la sensibilizzazione dei cittadini, ma i controlli poi servono anche a capire se c’è qualcuno che non si è ancora registrato al servizio; ed esempio quando siamo passati a Tari e poi Taric, siamo riusciti a individuarne molti. È un lavoro che bisogna continuare a fare, in modo da ridurre il più possibile la parte di tariffa che viene evasa.
Per noi però, ad oggi, non si torna indietro sulla modalità di raccolta; poi chiaramente siamo all’interno di un ambito che comprende più Comuni, e faremo delle valutazioni, anche nei prossimi anni; ma ad oggi non c’è una revisione del servizio di raccolta porta a porta con Taric. Il sistema perfetto comunque non esiste, quello basato sulla Taric comporta un impegno importante da parte dell’utenza, d’altra parte però ha degli ottimi risultati sia sulla qualità della raccolta che sulle percentuali di raccolta differenziata. Certo che, non avendo più i cassonetti in strada, l’abbandono dei sacchetti è un fenomeno che, con il porta a porta, si è un po’ accentuato, anche se devo dire che dall’inizio c’è stata una certa riduzione degli abbandoni. Dobbiamo infine sottolineare il lavoro importante che fanno le associazioni, come “Puliamo Scarperia e San Piero”, che ci fornisce anche un report degli abbandoni in campagna e nei posti nascosti, questi, per i quali le fototrappole diventano veramente importantivanno, vanno comunque distinti da quelli nei cestini”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 aprile 2026






