PALAZZUOLO SUL SENIO – Un tema impegnativo, quello del convegno tenutosi a Palazzuolo sul Senio, nella sala dell’azienda Novatec di Roberto Ridolfi.
Ridolfi, coadiuvato da Phil Moschetti, ha promosso questa giornata di incontro con l’assessore regionale all’agricoltura e alle attività produttive Leonardo Marras, mettendo sul tavolo una questione decisiva per il futuro del paese e dell’area, quello delle prospettive di sviluppo di agricoltura e industria nelle aree montane.
Così il convegno – aperto dal saluto del sindaco Marco Bottino – ha percorso due filoni distinti, il primo affrontando le varie problematiche del mondo agricolo e zootecnico, il secondo concentrandosi sulla straordinaria presenza a Palazzuolo di un distretto metalmeccanico di grande importanza per la vita di un intero territorio e sui modi per preservarlo e consentirne lo sviluppo.
In questo articolo ci soffermiamo dunque sul filone agricolo, rimandando a un secondo articolo per le tematiche industriali.
Già il sindaco Bottino nella sua introduzione aveva insistito sulla necessità “di portare più agricoltura sul nostro territorio, per offrire nuove opportunità di lavoro”, facendo riferimento alle possibilità offerte dall’accoglienza e dalla ristorazione nelle aziende agricole.

Nicola Zaccaroni, vicepresidente nazionale dell’ANACLI, allevatore di Palazzuolo ha chiesto all’assessore regionale Piani di Sviluppo Rurale (PSR) mirati per zootecnia e castanicoltura, evidenziando che il primo obiettivo dovrebbe essere quelli di far resistere le aziende già attive. Ha fatto riferimento alla necessità di piccoli invasi per l’irrigazione, lamentando il fatto che “ci stanno facendo diventar matti per la burocrazia: ci chiedono addirittura di portare la terra escavata per la realizzazione degli invasi in discarica…” E ha ricordato anche l’urgenza di consentire la realizzazione di ricoveri invernali per il bestiame.

Matteo Borselli, segretario di Coldiretti Mugello ha ricordato l’importanza della presenza degli agricoltori sul territorio portando l’esempio di quanto accaduto un anno fa con frane e alluvione: “se non ci fossero stati gli agricoltori con i loro mezzi a riaprire le strade, tante persone sarebbero rimaste bloccate in casa a lungo, e per settimane abbiamo ricevuto numerose attestazioni di gratitudine per questi interventi”. Borselli ha poi parlato di tagli boschivi, necessari anche per rispondere alla crisi energetica, e anche lui ha messo sotto accusa la burocrazia: “Ci vogliono sei mesi per avere un permesso per il vincolo ambientale, e si pretende che si tagli con la sega elettrica altrimenti si disturba la fauna selvatica”. Per la zootecnia il segretario Coldiretti ha parlato di “ampi spazi di crescita. In Italia solo il 35% del consumo di carne è coperto dalla produzione nazionale. Sui nostri pascoli appenninici possiamo riportare tanti animali, ma occorre agevolare questa operazione”. E Borselli ha fatto cenno anche al problema sempre più grave delle predazioni.



Molto si è poi parlato di castanicoltura. Un settore che in Mugello vanta un prodotto di altissima qualità ma che è in sofferenza, per il cambiamento climatico ed anche per gli eventi catastrofici. Ne ha parlato lo stesso Borselli, sollecitando interventi di manutenzione e cura sui castagneti, e ha poi portato la propria esperienza Roberto Ulivieri in rappresentanza dei castanicoltori del Monte Amiata, facendo presente che nella loro zona il cinipide, insetto parassita che da circa venti anni sta provocando gravi danni nei castagneti, è tornato a svilupparsi in modo preoccupante. E’ intervenuto poi il prof. Piero Tonutti, della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, che ha approfondito il tema dei parassiti e della lotta biologica al cinipide galligeno. Alessandro Pifferi, castanicoltore palazzuolese ha domandato chiarimenti sull’uso dei droni per effettuare trattamenti biologici sui castagneti, evidenziando che finora le norme li vietano, mentre Francesco Bugoloni, del Consorzio Marrone del Mugello IGP ha ricordato i problemi molteplici che travagliano il settore, colpito dai parassiti ma anche da un evidente abbandono di castagneti. E così Bugoloni ha lanciato una proposta: “Occorre lavorare a una castanicoltura più moderna, sperimentando nuove tecnologie e realizzando nuovi impianti”. Un tema subito ripreso dal rappresentante del Centro Studi e Documentazione sul castagno di Marradi, Maurizio Farolfi, che ha avanzato proposte precise: realizzare nuovi impianti in terreni limitrofi ai vecchi castagneti, utilizzando il modello frutteto, che consente sia di effettuare più agevolmente la potatura delle piante, che aumentare il numero delle piante stesse: “si può passare dalle attuali 80 per ettaro, a 300-400 piante per ettaro”.

Puntuale, ed anche senza sconti, la risposta dell’assessore all’agricoltura Marras. Che ha iniziato ricordando gli scenari futuri a livello europeo, a cominciare dal fatto che “non esisteranno più i PSR, vi saranno minori risorse, con una loro diversa distribuzione, e con la presenza crescente di governi nazionalisti, E’ uno scenario totalmente nuovo, e se pensiamo di essere schiacciati nel presente, saremo perduti. Il prossimo sarà un anno deciso per le politiche agricole. Abbiamo bisogno di un approccio strategico nuovo”. Marras ha annunciato, a livello regionale, le facilitazioni per la realizzazione dei laghetti da irrigazione, fino a 30 mila metri cubi, e sul fronte sanzionatorio il passaggio dalle multe alle diffide. Invitando, per la castanicoltura, a fare squadra: “non a caso è stato costituito un unico Distretto castanicolo regionale, perché c’è bisogno di metterci insieme per garantire qualità ma anche la necessaria quantità”. Ha preso infine l’impegno a tornare a investire sulle filiere.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 Aprile 2026









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