BORGO SAN LORENZO – Una mattinata di riflessione quella vissuta il 9 aprile, nell’auditorium dell’IIS Giotto Ulivi. Le classi quarte e quinte dell’istituto hanno partecipato a un incontro online con la professoressa Anna Foa, storica di fama internazionale e voce autorevole dell’ebraismo italiano. Al centro del dibattito, il conflitto Israelo-palestinese, analizzato a partire dalla sua recente opera Il suicidio di Israele.
Anna Foa, già docente di Storia Moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma, è una delle maggiori esperte di storia della cultura e del mondo ebraico. Figlia dell’insigne politico e storico Vittorio Foa, la sua carriera è segnata da un impegno costante nella didattica della memoria e nella sensibilizzazione delle giovani generazioni.
Nel suo saggio Il suicidio di Israele, la storica analizza con coraggio la spirale autodistruttiva in cui il paese sembra essere precipitato dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, discutendo l’involuzione delle diverse correnti del sionismo e l’urgenza di una soluzione politica che riconosca i diritti di entrambi i popoli.
Studenti e studentesse, mossi dal coinvolgimento per i drammatici eventi recenti e da un senso di smarrimento di fronte a un orizzonte politico instabile, non si sono limitati all’ascolto, ma si sono impegnati in un confronto libero e partecipe: la professoressa Foa ha risposto alle numerose domande muovendosi con rigore fra dati d’archivio e riflessioni personali. Il dialogo ha toccato i cardini della ricerca storica, esplorando concetti complessi come la diaspora, l’antisemitismo e le dinamiche della politica internazionale.
L’iniziativa, coordinata dalla Professoressa Roberta Pace in collaborazione con la biblioteca scolastica “Mauro Bettarini”, si inserisce nel solco delle attività di promozione della lettura dell’istituto. Leggere, in questo contesto, non è solo un atto intellettuale, ma uno strumento di cittadinanza attiva.
Attraverso le pagine di un libro e il confronto con chi la storia la indaga per professione,studenti, studentesse e insegnanti hanno potuto esercitare quel pensiero critico necessario per non restare spettatori passivi della realtà. La storia non è un elenco di date, ma una lente indispensabile per decifrare le incertezze del presente e immaginare un futuro meno problematico. In un’epoca di “orizzonti incerti”, la capacità di analizzare i fatti con metodo e passione civile resta l’unica vera difesa contro l’instabilità del nostro tempo.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 aprile 2026





