MUGELLO – Oggi il Filo di Perle lo scrive il parroco di Gaza, che mette in contrapposizione la bellezza della creazione, con l’operato dell’uomo.
Mi sono avvicinato al mare, per la prima volta dopo mesi. Sono riuscito ad arrivare fino al porto di Gaza, un piccolissimo porto di pescatori. Era splendido. Il mare era tutto azzurro, limpido. Così calmo. Questo perché, dopo la distruzione di tutte le infrastrutture, non vi affluiscono più le acque di scarico.
Poi mi sono voltato e ho guardato la città in rovina. Così da una parte vedevo l’opera di Dio e, dall’altra, l’opera degli uomini. L’opera di Dio è la perfezione e si manifesta nella bellezza della sua creazione. Qui, a causa della guerra, raramente ci è dato ammirarla, se non della bellezza del cielo, se riusciamo a vederlo, quando si è dissipato il fumo dei bombardamenti. O in questo mar Mediterraneo così puro, così scintillante, così azzurro quella mattina. Per contrasto era desolante, voltandomi, vedere tutta la distruzione, quel campo di rovine che è opera dell’uomo.
Da Padre Gabriel Romanelli (Parroco di Gaza), in “Le rovine e la luce”, Piemme, marzo 2026
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 aprile 2026




