SCARPERIA E SAN PIERO – È dei giorni scorsi (articolo qui) la notizia dell’arrivo di un contributo di 500 mila euro stanziato dalla Regione Toscana per migliorare la viabilità di accesso alla Fortezza di San Martino, una delle più grandi fortezze extraurbane d’Europa, con un chilometro e mezzo di mura perimetrali. Un complesso, di proprietà privata, sulla valorizzazione del quale la Pro Loco di San Piero a Sieve sta investendo molte energie. In questa intervista Sauro Bani, presidente dell’associazione, si augura però che questa nuova strada sia il volano per riprendere finalmente il discorso sulla manutenzione e valorizzazione del grande complesso e della sua cinta muraria.
Inquadriamo il tema, cosa fa la Pro Loco per la valorizzazione della Fortezza di San Martino, e perché la ritenete così iportante?
“Vorremmo dare vita, nei locali di Villa Adami che ospitavano la biblioteca, ad un centro di documentazione che potrebbe accogliere il progetto sulla memoria realizzato in occasione dell’Ottantesimo anniversario della liberazione di San Piero a Sieve, e quello su “La fortezza abitata”, coordinato dall’architetto Serena Acciai. La Fortezza di San Martino è un bene unico e da salvaguardare, stiamo per lanciare un sito web in merito, e in Settembre si terrà una giornata di studi. Un luogo che potrebbe essere di interesse per tutto il Mugello, ad esempio se il suo perimetro fosse liberato dalla vegetazione e correttamente illuminato sarebbe visibile da tutto il territorio. Oggi invece, purtroppo, la Fortezza di San Martino non si vede più da nessuna parte: non la vede chi arriva da Gabbiano, nè chi arriva da Barberino o da Borgo San Lorenzo. Ormai sembra scomparsa a causa della vegetazione. Invece sarebbe un biglietto da visita incredibile”.

A parte la vegetazione, qual è la situazione al momento?
“Prima di tutto c’è un problema di staticità di parte delle mura esterne. I proprietari del sito hanno svolto un importante lavoro di recupero della parte più interna, cioè del mastio, ma nessun privato sarebbe in grado di sostenere il recupero delle mura esterne, sarebbe un intervento ciclopico. Anche perché a differenza di altre strutture simili, come le mura di Lucca ad esempio, non sono in piano, ma corrono seguendo l’andamento irregolare della collina e in certi tratti presentano delle crepe preoccupanti”
In questo contesto la nuova strada come si inquadra?
“Ben venga anche la nuova strada, ma che sia il cavallo si Troia che ci induce ad occuparci della questione e della sicurezza dei cittadini che arrivano fino a lì. Anche nel convegno di Settembre vorremmo in qualche modo lanciare il sasso. Per dire che cosa se ne fa di questa fortezza? Vogliamo occuparcene o no? Nel caso, ci dovrà essere il concerto di tutte le istituzioni compresi lo Stato ed eventualmente la Comunità Europea. Si potrebbe pensare anche a un intervento misto pubblico privato. Io l’ho sempre sostenuto fin da quando negli anni Ottanta facevo l’assessore alla Cultura”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 Maggio 2026








