MUGELLO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Lambert Lihane Nkoy, Unità Pastorale di Scarperia-Fagna e Sant’Agata.
Cari fratelli e sorelle,
Nel vangelo di oggi (Gv 14,15-21), ci troviamo nel Cenacolo. L’atmosfera è carica di tensione: Gesù sta per affrontare la Passione e i discepoli sentono già il gelo della solitudine. E in questo momento di fragilità che il Signore pronuncià una delle promesse più tenere e potenti di tutta la Scrittura : « Non vi lascerò orfani : verrò da voi » (Gv 14,18).
Cosa significa essere “orfani” ? Significa sentirsi soli davanti alla vita, senza protezione, senza radici e senza una direzione. Gesù sa che, dopo la sua Ascensione, i discepoli potrebbero sentirsi cosi. Ma Egli promette il Paraclito, lo Spirito della Verità.
Il Paraclito non è un sostituto di Gesù, ma il modo in cui Gesù rimane presente in noi. E « Colui che è chiamato accanto ». Non siamo cristiani che seguono un personaggio del passato, ma siamo abitati da una Presenza viva. Lo Spirito è quella forza interiore che ci permette di dire : « Cristo è vivo, io non sono solo ».
Se non siamo orfani, se siamo amati da Dio, come dobbiamo vivere ? San Pietro (1P 3,15-18) dice chiaramente nella seconda lettura : « Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della Speranza che è in voi ».
- La speranza non è un ottimismo ingenuo : è la certezza che viene dal non essere orfani.
- Con dolcezza e rispetto : Pietro ci ricorda che la nostra testimonianza non deve essere aggressiva. Se siamo pieni dell’amore di Dio, non abbiamo bisogno di gridare o di imporre. La nostra « ragione » è la pace che mostriamo anche nelle prove.
- Soffrire per il bene : Cristo è morto per noi per ricondurci a Dio; noi siamo chiamati a vivere con tale integrità che persino chi ci calunnia rimanga sorpreso dalla nostra mitezza.
“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”, dice Gesù. L’amore non è un sentimento passeggero, ma un’appartenenza. Osservare i comandamenti non è un peso, ma il modo in cui rimaniamo in contatto con il Padre.
In questa settimana, proviamo a chiederci : vivo come orfano, schiacciato dalle preoccupazioni e dalla paura del future, o vivo come un figlio che sa di avere accanto il Paraclito ? Gesù è venuto a noi, è in mezzo a noi, e ci chiede di portare la sua luce a chi ancora si sente solo e abbandonato.
don Lambert Lihane Nkoy
Unità Pastorale di Scarperia-Fagna e Sant’Agata
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 maggio 2026





