MUGELLO – Quasi ogni giorno, con il nostro lavoro di cronisti, abbiamo a che fare, ormai da tempo, con un problema piuttosto assillante. Quella delle norme sulla privacy, relativamente alle foto ai minori.
Spesso incontriamo buonsenso e flessibilità. Altre volte invece ci sono atteggiamenti rigidi. Però è venuto il momento di provare a fare un ragionamento serio. Tra noi. E poi, perché no, allargare la riflessione a chi fa le norme, fino al livello nazionale ed europeo.
Privacy, dunque.
Si dirà, c’è una legge. Ebbene, è una legge stupida. E abbiamo la sensazione che venga applicata anche in modo più stupido e restrittivo della stessa norma. In tante occasioni: una festa scolastica, una gita, un’inaugurazione, un evento sportivo.
Un paio d’anni fa vi fu una cerimonia per un premio dato alle ciclabili di Borgo San Lorenzo. C’era anche la squadra del CC Appenninico, compreso un bel gruppo di giovanissimi ciclisti. Il fotografo ufficiale, pur con rammarico, disse, “No voi no, andate dietro, siete minori, non vi posso fotografare”. Non è piuttosto questa la violazione di un diritto, l’infliggere un’umiliazione a bambini e ragazzi? Non è una forma di mancanza di rispetto cancellare i volti dei bimbi da una foto? Metterli a un muro, di schiena? Si parla tanto, anche nelle scuole, della memoria. Ma che memoria conserviamo se pretendiamo di nascondere e cancellare i volti dei nostri ragazzi e ragazze?
“Il Filo” sta costruendo un grande archivio delle foto storiche del Mugello. Le foto più belle sono spesso quelle dove ci sono bambini e ragazzi. Foto preziose, che a distanza di anni provocano ricordi e spesso commozione. A dar retta in modo rigido a questo mito della privacy, spesso invocata per non assumersi alcun tipo di responsabilità, domani non vi sarebbe alcuna memoria della gioventù dell’oggi. E vi fosse stata una legge del genere in passato, queste immagini che tutti guardiamo con stupore, ammirazione e un pizzico di nostalgia, non vi sarebbero state.
Ma è giusto? È logico?
Lo chiediamo prima di tutto ai genitori. Una parte di loro accettano e talvolta pretendono che i volti dei loro figli vengano deturpati e occultati, in foto assolutamente positive, foto di gruppo, situazioni scolastiche o di gioco. Perché? Cosa si tutelerebbe con questa scelta? Cosa si pensa di difendere? Cosa si protegge?
Lo chiediamo anche a tutti coloro che hanno a che fare con i minori. Non sarebbe giusto finalmente farsi sentire per tutelare la dignità, l’immagine e la memoria della persona, piuttosto che un’astratta, inutile e ipocrita privacy?
E lo chiediamo anche ai politici. Possibile che non ce ne sia uno, di qualsiasi schieramento, in grado di farsi carico di questo problema, e di proporre e far approvare nuove norme più intelligenti e logiche?
Questa è la nostra opinione. Se ce ne sono altre, le si mettano sul tavolo. Apriamo un dibattito franco, capiamo se questa proibizione del mostrare i volti dei bambini, questo metter loro un burka digitale abbia un qualche senso.
Possiamo sbagliarci, certo. Ma discutiamone. Le leggi sbagliate e inutili si possono e si devono cambiare.
IL FILO
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 maggio 2026






