BORGO SAN LORENZO – Forse molti non lo sanno, ma al poliambulatorio di Borgo San Lorenzo è già attivo il Pir, Punto di Intervento rapido, ambulatorio dotato di tecnologie per la diagnostica di primo livello, che si pone l’obiettivo di garantire una risposta medica rapida per le cosiddette “urgenze minori“, cioè quei codici che spesso finiscono per intasare i pronto soccorso degli ospedali. Ne abbiamo parlato con il direttore della Società della Salute Mugello, Marco Brintazzoli.
Il punto di intervento rapido Asl è già attivo al poliambulatorio? Quali sono i suoi orari di apertura?
“Sì, è già attivo al centro polivalente di via Gobetti, angolo viale della Resistenza, l’orario è 8-20 dal lunedì al venerdì, e qui, in questi orari, si possono trovare un medico e un infermiere. Nei festivi e prefestivi e la notte, invece, è attiva la guardia medica. Anche questa, con la completa attivazione della Casa di comunità, sara’ spostata al suo interno, per garantire una presenza medica 24 ore al giorno”.
Come si accede al servizio?
“Si può essere inviati al Pir chiamando il numero 116117, che è il numero unico europeo per l’accesso alle cure non urgenti, ossia la continuità assistenziale ex guardia medica; oppure dai propri medici di medicina generale. È prevista anche la possibilità di accesso libero, ma è sempre preferibile chiamare prima il numero 116117, perché dalla centrale vengono poste una serie di domande, e in base alle risposte gli operatori decidono se, in base ai sintomi descritti, il cittadino ha bisogno del Pronto Soccorso o del Pir. Quindi è sempre meglio telefonare prima, anche a garanzia dei cittadini”.
In quali casi si viene inviati al Pir e in quali invece al pronto soccorso?
“Possiamo dire che le competenze di questi punti di intervento sono simili a quelle tipiche della guardia medica. Quindi una visita medica, una certificazione, un trattamento farmacologico, un’osservazione, anche delle semplici medicazioni, e la valutazione dei parametri vitali. Tutto quello, insomma, che non è destinato all’urgenza. Per questo ci sono dei criteri di esclusione: ad esempio un dolore toracico una dispnea acuta, una cefalea intensa inusuale, o sintomi che possono ricondurre a un disturbo neurologico acuto, sono casi in cui si esclude il ricorso al Pir, in favore invece del pronto soccorso”.
Quale allora la vocazione principale dei Pir?
“In generale i Pir, nelle case di comunità, sono rivolti prevalentemente alla cronicità, e a tutti quei trattamenti che non hanno necessità di attrezzature specialistiche, presenti invece nei pronto soccorso”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Maggio 2026



