BORGO SAN LORENZO – La nuova maggioranza che amministra Borgo San Lorenzo (Progressisti Democratici, Borgo in Comune (Rifondazione Comunista) e Movimento Cinque Stelle) lo aveva detto fin dall’inizio: lo strumento urbanistico della giunta Omoboni in vari punti non piaceva. E se alla fine se il Piano Operativo Comunale – POC lo avevano approvato era per non bloccare completamente tutto, ma lo avrebbero poi modificato.
Ieri, in Consiglio Comunale è stato così dato avvio, con 9 voti favorevoli della maggioranza, 4 contrari del PD mentre era assente tutto il centrodestra, al procedimento della variante al Piano Operativo Comunale, e della Valutazione Ambientale Strategica. E’ una procedura che per legge può durare fino a un massimo di tre anni anche se sia l’assessore all’urbanistica Timpanelli che il sindaco Romagnoli hanno manifestato l’intenzione di stringere i tempi, parlando di un anno di tempo.
I passaggi saranno diversi, compresa una consultazione pubblica, che la stessa legge urbanistica impone.
Intanto la giunta ha messo nero su bianco i propri intendimenti. Eccoli:
“• perseguire una riduzione del consumo di suolo, anche attraverso l’aumento delle aree permeabili privilegiando interventi di rigenerazione urbana e recupero del patrimonio edilizio esistente, in coerenza con i principi di sostenibilità ambientale e territoriale promossi dalla normativa regionale;
* correggere gli errori materiali contenuti nel Piano Operativo vigente e affinare le disposizioni normative al fine di garantire maggiore chiarezza, coerenza interna e concreta operatività allo strumento pianificatorio;
* ridefinire il mix funzionale di alcune aree di trasformazione, eliminando o riducendo destinazioni d’uso rivelatesi poco coerenti con le esigenze del territorio, e orientando le previsioni verso funzioni di maggiore utilità collettiva, tra cui la residenza sociale, i servizi sociosanitari, le dotazioni sportive e le attrezzature di interesse pubblico;
* valutare l’ampliamento e il rafforzamento del Parco pubblico Pertini, quale elemento strutturante del sistema del verde urbano, anche in connessione con lo sviluppo futuro del polo scolastico adiacente e con la realizzazione di percorsi ciclopedonali dedicati all’avviamento alla mobilità sostenibile per bambini e studenti;
* rivedere il sistema viabilistico, in entrata e in uscita dal capoluogo, al fine di migliorare la funzionalità della rete, la sicurezza della circolazione e l’integrazione con il tessuto urbano esistente;
* potenziare le dotazioni pubbliche di parcheggio e verde attrezzato, razionalizzando l’uso delle aree attualmente destinate a standard e valutando, ove tecnicamente e giuridicamente sostenibile, la conversione di alcune aree verdi in aree a parcheggio pubblico laddove la pressione della domanda lo richieda, previa verifica della compatibilità con gli standard del piano attuativo vigente;
* affrontare le questioni normative trasversali emerse nella prima fase di applicazione del Piano, tra cui la disciplina dei parcheggi pertinenziali in caso di cambio di destinazione d’uso e la costruzione di norme che favoriscano la rilocalizzazione di attività produttive insalubri contermini ad ambiti residenziali, nell’ottica di una maggiore compatibilità tra funzioni urbane e qualità abitativa;
* ripensare il ruolo e le prospettive di trasformazione dell’area dell’ex ospedale di Luco di Mugello, valutandone le potenzialità in termini di rigenerazione urbana, con funzioni di interesse pubblico, culturale e turistico-ricettivo, eliminando previsioni rivelatesi sovradimensionate o di difficile attuazione e ridefinendo il percorso pedonale di connessione con il contesto urbano circostante.”
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© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Maggio 2026



