BORGO SAN LORENZO – Il sindaco di Borgo San Lorenzo Leonardo Romagnoli risponde all’attacco del centrodestra (qui) in merito alla variante proposta dalla giunta al Piano operativo comunale:
La destra borghigiana, ora allargata anche ai vannacciani, attacca il sottoscritto sulla variante al Poc di cui è appena iniziato l’iter procedurale (primo appuntamento pubblico martedi 16 giugno ore 18 al Centro Incontri) con alcune considerazioni prive di senso e soprattutto ignorando molte delle osservazioni scritte in questi anni e riprese anche nel DUP approvato dall’amministrazione comunale.
Per eliminare totalmente alcune previsioni appena eletti avremmo dovuto stoppare il Poc e quindi bloccare ogni attività per almeno tre anni e responsabilmente abbiamo detto, anche in campagna elettorale, che dopo l’approvazione definitiva avremmo avviato la procedura per una variante. Ed è quello che abbiamo fatto con tempi più lunghi del previsto non dovuti alla nostra volontà. L’area ovest del capoluogo sarà comunque rivista e ridimensionata. Il sottoscritto ha fatto l’assessore alle attività produttive per 19 anni e in quel periodo la situazione commerciale e industriale di Borgo san Lorenzo è cambiata non poco, molto per merito degli operatori ma anche con il contributo dell’amministrazione comunale.
Il resto delle considerazioni sono pura fantasia come l’affermazione che “finalmente anche la sinistra borghigiana sembra aver capito l’importanza delle aziende, tanto da voler evitare che alcune realtà produttive possano spostarsi altrove, magari verso La Torre, Pianvallico o Vicchio. Dopo anni di disinteresse verso il tessuto economico locale — basti ricordare il rifiuto alla Fila — la realtà si è imposta e qualcuno, evidentemente, si è svegliato.” A parte che la Torre è comune di Borgo san Lorenzo sarei curioso di sapere chi ha rifiutato la Fila e dove avrebbe dovuto installarsi. I mancati accordi tra privati, ad esempio per l’acquisizione di terreni, non possono essere imputati al comune. Intanto per la prima volta dopo 40 anni proprio alla Torre stiamo attuando un progetto di riordino della viabilità e dell’illuminazione con un investimento di circa 300 mila euro che permetterà anche l’utilizzo di alcuni lotti per nuove attività industriali. Comunque ragionare in una logica di campanile è quanto di peggio si possa fare. Quanto all’aspetto fiscale i nostri maldestri dovrebbero sapere che il 7,6 per mille sugli immobili industriali va allo stato e al comune solo lo 0,4 per mille (una cifra ridicola).
La questione di Rabatta deve essere la fissazione del loro consulente urbanistico che però non ha letto il programma elettorale o le osservazioni presentate a suo tempo da Borgo in Comune e riprese nel programma. Cito testualmente : Per quanto riguarda la scheda P 23 sulla zona artigianale di Rabatta condividiamo l’impostazione di venire incontro alle esigenze delle attività produttive presenti ai fini della salvaguardia economica delle stesse e della loro importanza per l’occupazione nel nostro territorio. Per questo crediamo sarebbe opportuno valutare un possibile ampliamento dell’area proposta per completare il disegno urbanistico della zona venendo incontro a esigenze più volte manifestate nel corso degli anni da soggetti presenti nell’area artigianale.”
Lo spostamento in altri comuni non c’entra nulla semmai si può evitare che qualcuno rischi la chiusura.
“La giravolta è evidente. Quella stessa sinistra mugellana che per anni ha guardato con sospetto ogni ipotesi di sviluppo produttivo oggi si trova a giustificare nuove previsioni urbanistiche proprio in nome della tutela delle imprese. Una resa alla realtà, più che una scelta di visione.” Uno si chiede dove abbiano vissuto questi esponenti della destra negli ultimi 50 anni per scrivere delle sciocchezze come questa. Forse nel corso degli anni ci siamo anche accorti che il proliferare di aree industriali e artigianali non era un buon servizio né al territorio e neppure alle imprese, e un danno per la nostra agricoltura.
Il rispetto dell’ambiente è nell’interesse del benessere della collettività per questo bisogna cercare di dare spazio a reti di valore locali che connettono imprese, comunità e luoghi, valorizzando al massimo le nostre risorse e i nostri talenti.
La perla finale è l’ex ospedale di Luco. Dovevamo lasciare la previsione sull’accademia musicale oppure dobbiamo cercare di ampliare le possibilità di utilizzo dell’immobile? Con la variante cerchiamo di fare questo e speriamo che il confronto sia serio. Abbiamo avviato un percorso partecipato partendo da alcune nostre considerazioni e se ci saranno idee interessanti saremo i primi a tenerne conto.
Vogliamo continuare ad essere un’amministrazione aperta che non rifiuterà mai il confronto su proposte serie e rivolte al bene comune.
Leonardo Romagnoli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 15 Giugno 2026




