
FIRENZUOLA – Anche Davide Galeotti, cittadino ed esponente del centrodestra mugellano, interviene sulla vicenda del blocco degli spettacoli al “Cimitero militare germanico” della Futa. Lo fa chiedendo rispetto per la decisione tedesca e sottolineando l’inadeguatezza della campagna stampa aggressiva che ne è sorta:
Da cittadino italiano e mugellano, provo un forte disagio davanti alla polemica sorta intorno alla decisione della Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge (l’ente privato no profit che si occupa della manutenzione delle tombe di guerra tedesche all’ estero, nato nel 1919) di non concedere più il permesso di tenere degli spettacoli teatrali nel “Cimitero militare germanico” del passo della Futa.
L’ente avrebbe motivato la decisione con il dissenso sorto tra dipendenti, membri dell’associazione, sostenitori e parenti dei caduti, circa l’opportunità di concedere il cimitero per questo tipo di iniziative.
Una motivazione che non avrebbe dovuto creare questa polemica.
Non avrebbe dovuto sollevare alcuna polemica, per semplice senso del decoro, anche qualora non si fosse dotati di empatia verso la sensibilità di chi ha parenti e concittadini sepolti nel cimitero.
Un conto è esprimere un giusto rammarico, un dispiacere comprensibile per la fine di una vicenda artistico-culturale che aveva sicuramente un suo valore.
Un conto, e siamo ancora nel campo del comprensibile, è esercitare educate e rispettose pressioni affinché ci sia un dialogo con Vdk volto a far riconsiderare la decisione e, magari, ad attenuare (sempre mostrando la dovuta empatia) le perplessità dei suoi membri contrari a tali spettacoli.
Un altro conto è scatenare una campagna stampa accesa e trasformare, per di più, questa vicenda nell’ennesima occasione di polemica politica.
Ma questo è ormai il solito, terribile vizio di una certa parte politica: attribuire patenti di “elevazione culturale”, riservate ovviamente soltanto a chi sostiene le ragioni della compagnia, arrivando persino ad attaccare il sindaco Buti di Firenzuola, reo semplicemente di aver rispettato una decisione legittima.
Ecco, ridurre tutto alle solite e becere polemiche di fazione è uno spettacolo che, da cittadino italiano e mugellano, non mi fa certo sentire orgoglioso. Anzi, diciamo pure che mi fa provare una certa vergogna.
Avrei preferito veder chiedere, con gentilezza ed empatia, a Vdk di rivedere la propria decisione, senza i toni usati da più parti, chiedendo permesso invece di pretendere un dialogo che, signori miei, non è affatto dovuto. (Hanno già avuto, i tedeschi, 23 anni di gentilezza.)
In tutte le note scritte sul tema dai numerosi intervenuti ho letto espressioni di rispetto per la sacralità del luogo, smentite però, la riga dopo, dalla pretesa (che non ho potuto non ritenere, in diversi casi, assai arrogante) di un cambiamento della decisione di Vdk.
Gran bel rispetto, non c’è che dire; gran bella empatia verso parenti e connazionali dei caduti. È così difficile riuscire a immaginare che chi ha una tomba di un proprio antenato all’interno del cimitero della Futa possa provare fastidio e sentirsi oltraggiato anche solo per il fatto che sulla tomba del proprio nonno, zio o avo sia stata impiantata un’impresa culturale (certo) ma anche, legittimamente, commerciale?
È così difficile capire che questo fastidio debba essere rispettato?
Si predicano amore e rispetto per la cultura in diverse di quelle note.
Io mi domando: che valore ha una cultura che pretende di usare come palcoscenico delle tombe, arrivando addirittura a protestare perché i parenti di quei defunti si sono dimostrati contrari?
Che fine ha fatto il rispetto che la nostra cultura ha sempre tributato ai luoghi di sepoltura?
Chi sta usando – nei comunicati e nei commenti sotto gli articoli – questa vicenda come clava politica contro un’amministrazione politicamente sgradita, quale rispetto sta portando a tombe e famiglie dei defunti?
Tutto questo è rispetto per la cultura o arroganza di chi si crede unico depositario del concetto di cultura?
Da italiano e da mugellano, seppure nella mia insignificanza, mi sento in dovere di chiedere clemenza di giudizio ai tedeschi, oggi parte della nostra famiglia europea, per il triste spettacolo al quale stanno assistendo.
Abbiamo perso l’ennesima occasione, a mio avviso, per mostrare di saperci comportare con decoro.
Era un’occasione importante, seria, come lo è la morte di chi è caduto facendo il proprio dovere nella grande e insensata tragedia della guerra, e l’abbiamo tristemente mancata.
Perché la morte merita comunque rispetto, soprattutto se è la morte di un giovane caduto nell’adempimento del proprio dovere, anche se quella morte è avvenuta combattendo dalla parte sbagliata.
È brutto, veramente brutto, dover constatare che di quel rispetto oggi, a mio sicuramente opinabile avviso, c’è pochissima traccia.
Davide Galeotti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 Agosto 2026





