MUGELLO – Giosy Cento, dal 1971 a oggi ha scritto più di mille brani e tenuto tremila concerti in giro per il mondo. Ma è sempre rimasto un prete vicino alla gente. Oggi ottantenne, è un cantautore che ha dato la “colonna sonora” a liturgie, incontri, campi scuola. “Il Filo di Perle” propone alcune sue riflessioni sulla musica cristiana.
Com’è cambiata la musica cristiana in questi 50 anni? E la sua?
“La musica cammina con Dio perché Dio è musica. Cammina con i tempi: oggi c’è più professionalità e tecnologia, ingegneria elettronica e intelligenza artificiale; noi eravamo dilettanti sprovveduti allo sbaraglio. Una piccola sintesi che ho nel cuore: serve essere preghiera e far pregare, essere riflessione e far riflettere, essere emozione e far emozionare, essere conversione dell’anima e convertire . Le lotte banali fra chi difende la musica tradizionale e chi propone l’odierna “cristian music” sono le solite spinte avanti e indietro presenti nelle Chiesa. La mia musica? È sempre cambiata per arrivare ai giovani, senza seguire le mode ma con punti fermi: l’amore che è fondante, la ricerca, il bisogno di sentirsi utili, la comunicazione e la costruzione di relazioni, il tradurre l’esperienza di Dio in esperienze concrete e contatto con chi vive la fede”.
Dall’intervista a Giosy Cento a cura di Laura Badaracchi, Avvenire, 12 agosto 2026
Dal 1971 a oggi ha scritto più di mille brani e tenuto tremila concerti in giro per il mondo. Ma è sempre rimasto un prete vicino alla gente. Oggi ottantenne, è un cantautore che ha dato la “colonna sonora” a liturgie, incontri, campi scuola.
IL FILO DI PERLE, a cura di Giampiero Giampieri
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 Agosto 2026






