BORGO SAN LORENZO – Uno degli ultimi elementi di archeologia industriale del Mugello rischia di sparire per sempre sotto i colpi controllati dell’esplosivo. Il sindaco di Borgo San Lorenzo, Leonardo Romagnoli, ha firmato lo scorso 24 settembre un’ordinanza contingibile e urgente che impone la messa in sicurezza immediata della ciminiera dell’ex Tannino, situata in via della Tintoria 2. E la soluzione più probabile è quella della totale demolizione.
La struttura presenta gravi lesioni strutturali, e l’ordinanza paventa rischi per il il parcheggio pubblico e l’accesso strategico al Pronto Soccorso del presidio ospedaliero cittadino.
Il caso si è aperto a metà gennaio 2026 a seguito di una segnalazione della Polizia Locale dell’Unione dei Comuni del Mugello, che evidenziava vistosi rigonfiamenti e fessurazioni sulla colonna. I successivi approfondimenti – eseguiti dall’ingegner Giovanni Lavacchini con il supporto scientifico dell’Università di Firenze – hanno emesso un verdetto impietoso: la ciminiera non è in grado di superare le verifiche strutturali contro l’azione del vento, le sollecitazioni sismiche e i fenomeni aeroelastici. Il quadro fessurativo è talmente profondo da attraversare l’intera cortina esterna di blocchi, rendendo l’attuale configurazione del tutto incompatibile con l’incolumità pubblica.
La relazione del tecnico ha messo la proprietà (i sigg. Riccardo Aiazzi, Vittoria Aiazzi e Daniela Carducci) di fronte a un bivio: la demolizione completa oppure una riduzione controllata dell’altezza fino a 15 metri, e con forti rinforzi locali. A stretto giro, a nome della proprietà, Riccardo Aiazzi ha comunicato al Comune la propria linea d’azione, valutando la demolizione totale tramite cariche esplosive come l’unica via tecnicamente ed economicamente sostenibile. Una scelta drastica che si scontra però con il Piano Operativo Comunale, il quale imporrebbe la tutela del manufatto come “valore testimoniale del passato industriale dell’area”.
L’ordinanza d’urgenza del sindaco scavalca temporaneamente i vincoli urbanistici al solo fine di eliminare il pericolo, lasciando i proprietari liberi di scegliere la modalità d’intervento sotto la propria responsabilità penale e civile.
Il sindaco dà alla proprietà 30 giorni di tempo per intervenire. Nel frattempo, dovranno scattare immediate misure provvisorie: recinzioni strutturate, barriere parasassi e un monitoraggio costante legato alla velocità del vento per proteggere gli utenti dell’ospedale.
Per l’abbattimento con la dinamite, saranno predisposte misure assai specifiche, disposte dall’ordinanza comunale. Occorrerà un piano per escludere qualsiasi interferenza con la strumentazione medica del Pronto Soccorso e le reti dei sottoservizi. Sarà inoltre istituita una “Zona Rossa”, un raggio di sicurezza d’intesa con la Direzione Sanitaria, la Prefettura e le Forze dell’Ordine per l’eventuale evacuazione temporanea dell’area. Si predisporrà inoltre una viabilità d’emergenza, anche per garantire comunque l’accesso permanente e presidiato per le ambulanze in codice rosso. Infine, per non perdere la memoria storica dell’ex Tannino, in caso di demolizione totale i proprietari avranno l’obbligo di depositare un rilievo tridimensionale geometrico e fotografico ad alta definizione prima che la storica ciminiera venga ridotta in polvere.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 26 settembre 2026




