BORGO SAN LORENZO – Borgo San Lorenzo, e in particolare il suo centro storico, ha bisogno di parcheggi. Ne ha bisogno sempre, e non solo in occasioni particolari, come i numerosi eventi estivi, quando la chiusura del Foro Boario – con l’inaccessibilità anche del parcheggio realizzato – rende congestionata la circolazione in tutto il capoluogo, e trovare un posto per l’auto diventa una vera e propria lotteria (salvo metterla in sosta vietata, confidando sul fatto che tanto ormai non c’è più un vigile a fare una multa). Ne ha bisogno ogni martedì mattina, quando il mercato settimanale richiama tanta gente e non si trova mai posto, ne ha bisogno spesso il sabato, ne ha bisogno nel periodo natalizio; ne ha bisogno quando sono in programma eventi sportivi di rilievo che toccano il centro.
Ebbene, la giunta borghigiana Progressisti Democratici – Rifondazione – Cinque Stelle da tempo ha manifestato l’intenzione di cancellare l’unica previsione di un nuovo grande parcheggio a Borgo San Lorenzo a servizio del centro storico.
Lo aveva previsto la precedente giunta, e il nuovo parcheggio è ora inserito nell’attuale strumento urbanistico. Si tratta di quell’area, oggi un vasto campo pieno di erbacce e arbusti, tra viale Giovanni XXIII, via Marconi e viale della Resistenza, accanto al parco della Misericordia, tra l’ex-area carburanti Magherini e l’asilo nido di via Curiel. La previsione urbanistica interessa una superficie territoriale di 121675 mq e una superficie fondiario di circa 1300 mq. Non si specifica nella scheda urbanistica il numero esatto degli stalli di parcheggio – si può presumere comunque che siano almeno 150 -, mentre si prescrive che la realizzazione “dovrà garantire una larga fascia di verde pubblico lungo il perimetro nord dell’area, a confine con l’asilo nido esistente” e che “la pavimentazione dell’area destinata agli stalli e alla strada deve essere realizzata con tecniche e materiali che consentano il percolamento delle acque”.
L’attuale giunta, quando ha annunciato l’avvio del procedimento per l’approvazione di una variante al POC, ha esplicitamente detto che quel parcheggio sarà cancellato. E l’intenzione era già stata manifestata anche in campagna elettorale.
In campagna elettorale dissero che al posto dei posti auto avrebbero previsto un nuovo spazio verde, con alberi frutti di specie dimenticate. Adesso hanno corretto il tiro – forse rendendosi conto che la proposta era un po’ eccentrica – parlando di spazio verde a servizio delle strutture per l’infanzia limitrofe -.
Ecco cosa si legge nel documento della giunta Romagnoli:
“La Variante introduce tuttavia una modifica puntuale relativa all’area adiacente al Parco della Misericordia: rispetto alla previsione del Piano Operativo che individuava in questo spazio un grande parcheggio pubblico, si propone di mantenere la destinazione a verde pubblico, immaginando la realizzazione di uno spazio attrezzato con funzioni educative e ricreative. In particolare, l’area potrebbe ospitare sia sezioni didattiche all’aperto dedicate ai bambini della vicina scuola dell’infanzia, orientate a diffondere una maggiore consapevolezza sui temi dei cambiamenti climatici e delle strategie di adattamento, sia uno spazio pensato per l’apprendimento dell’uso della bicicletta, configurandosi come un ambiente progettato appositamente per l’avviamento alla ciclabilità e per l’educazione alla mobilità sostenibile”.
Ma l’idea sembra ancora poco fondata. Per tanti motivi.
- Ha poco senso prevedere un nuovo tassellino di verde accanto al grande parco della Misericordia, il più vasto polmone verde dell’intero territorio urbano;
- Un parcheggio in quell’area, così ampio, sarebbe facilmente usufruibile perché a poca distanza dal centro. Si attraversano le Cale, e dopo pochi passi si è già ai giardini di piazza Dante
- Un nuovo parcheggio risulterebbe utilissimo su più fronti. Darebbe respiro al centro storico, risolverebbe le congestioni che si verificano varie volte l’anno, e consentirebbe all’amministrazione di pensare e sperimentare anche forme innovative di viabilità, circolazione e parcheggio all’interno del centro urbano (con possibili nuove pedonalizzazioni, parcheggi dedicati, assetti diversi di circolazione, maggior utilizzo delle due ruote, ecc.) Oggi cancellare dieci posti auto in centro è una tragedia. Avere a poca distanza qualche centinaio di posti disponibili cambierebbe tutti gli scenari.
- Non servirebbe solo il centro storico. A poche centinaia di metri ha aperto un nuovo polo sanitario, la casa di comunità, che già tende a saturare l’attuale parcheggio di viale della Resistenza. Avere a breve distanza un altro grande parcheggio non farebbe certo male.
- Un parcheggio ben posizionato non aumenta il traffico e l’inquinamento, ma semmai lo riduce. Evita infatti tutti quei giri in auto, alla ricerca di un parcheggio. A conti fatti, son tanti chilometri, motori in moto, gas di scarico per il paese che si risparmiano.
Conclusione. Sarebbe giusto che la decisione della giunta fosse riconsiderata. Forse vi è stata dapprima una intenzione “ambientalista” “meno parcheggi, meno auto, meno asfalto, più verde”. Ma alla fine rischia di essere soltanto un approccio ideologico. Meglio valutare i fatti e le situazioni, con più lungimiranza. Cancellare uno dei pochissimi spazi disponibili vicino al centro, rinunciando al parcheggio di 150-200 veicoli, significherebbe rinunciare a un’opportunità di miglioramento – nella viabilità e quindi nella vivibilità – che poi non si ripresenterà più. Sarebbe una penalizzazione del capoluogo, di chi vi abita e lavora, della rete commerciale, e di chi viene a Borgo San Lorenzo da fuori. Ci ripensate?
P.G.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 settembre 2026






