BORGO SAN LORENZO – Stavolta per la ferrovia Faentina, a quanto è stato detto durante la tavola rotonda tra i sindaci del Mugello organizzata sabato 24 Ottobre, all’auditorium del liceo Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo, a conclusione del convegno su mobilità e partecipazione (articolo qui), la misura è colma. Marco Bottino, sindaco di Palazzuolo, ad esempio si è detto, senza usare mezzi termini, inc… per la sciatteria con cui viene trattata la materia. Amato, sindaco di Dicomano, ha ricordato gli incidenti ferroviari sul suo territorio e tutti hanno sottolineato il fatto che ormai sia inutile battere i pugni sui tavoli.
Come detto, i sindaci del Mugello si sono confrontati in una tavola rotonda sul futuro del territorio e della ferrovia Faentina. Due le domande alle quali sono stati chiamati a rispondere dal direttore de “Il Filo” Paolo Guidotti, che moderava l’incontro:
- Cosa pensate dell’integrazione del Mugello, inteso come “Città-territorio”, che oggi è stata proposta?
- Molti di voi non sono alla prima occasione in cui si trovano ad affrontare questi temi: non siete un po’ rassegnati, visto che la situazione ferroviaria non mostra alcun segno di miglioramento?
Questi due quesiti hanno generato un vivace giro di risposte, nelle quali ciascuno degli amministratori presenti – era assente soltanto il sindaco di Firenzuola – ha portato i propri spunti di riflessione. E nel quale si possono individuare alcuni punti comuni, come la volontà di potenziare l’integrazione del territorio attraverso l’Unione, ma anche, per alcuni sindaci, quella di tornare alla vecchia organizzazione della Comunità Montana, con un proprio presidente e una propria Giunta. E non, come adesso, che il presidente è allo stesso tempo un sindaco. Gli animi si sono poi scaldati parlando della ferrovia Faentina e i sindaci mugellani sono apparsi, pur con sfumature diverse, tutt’altro che rassegnati, anche se hanno dovuto ammettere la propria impotenza.
Il giro di risposte, dicevamo, è iniziato da Leonardo Romagnoli, sindaco di Borgo San Lorenzo. A lui, visto che il suo Comune era stato chiamato in causa, è toccato esprimersi anche sulla viabilità carrabile. “Non sono d’accordo – ha spiegato – con la prospettiva di un nuovo ponte sulle Calle, che stravolgerebbe l’area del Foro Boario e avrebbe un impatto anche su alcuni pozzi”. Ha mostrato scetticismo anche sulla possibilità di raggiungere la stazione dal lato opposto dei binari. “Per l’integrazione del Mugello – ha detto invece – stiamo lavorando da anni al piano strutturale intercomunale. Bisogna poi organizzare in maniera diversa l’attuale Unione: a capo non ci può essere un sindaco. Il modello della Comunità Montana – ha affermato – funzionava”. E sulla Faentina ha detto: “Ritengo che si debba pretendere un servizio pubblico efficiente e decente per i pendolari e per i cittadini che si devono spostare verso la città e verso la Romagna”
“Destrutturare la Comunità Montana Mugello Val di Sieve – gli ha fatto eco Sara Di Maio, sindaco di Barberino di Mugello, tornando al primo tema del dibattito – non è stata un’idea felice. Ma su alcuni argomenti, come turismo ed energia, il lavoro comune c’è già, e va al di là anche delle bandiere politiche. Sulla Faentina, infine – ha concluso – più che amareggiati, siamo arrabbiati“.
Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e San Piero, ha chiesto “attenzione vera” per la ferrovia Faentina e nuovi treni al mattino. “Siamo rimasti fermi – ha affermato – a un’organizzazione della ferrovia Faentina che risale al 2006”. “Sono più che amareggiato – ha aggiunto – l‘ultimo intervento vero sulla Faentina l’ha fatto l’assessore regionale Conti con il Memorario proprio nel 2006“
Massimiliano Amato, sindaco di Dicomano, ha invece sottolineato la particolarità del proprio territorio, ricordandone la natura di confine tra Mugello e Valdisieve. Ha inoltre ricordato che proprio a Dicomano, nei mesi scorsi, un treno è deragliato e un locomotore si è incendiato. “Sulla situazione ferroviaria quindi – ha spiegato – mi limito a dire che a Dicomano ho assistito all’incendio di un locomotore e al deragliamento di un Minuetto, siamo oltre l’arrabbiatura. Si dice sempre che bisogna andare a battere i pugni sui tavoli, però poi diventa sterile, perché è come un cane che abbaia legato a una catena, e poi in definitiva si rischia di perdere credibilità. E questo non ce lo possiamo permettere, come sindaci e istituzioni”.
Francesco Tagliaferri, sindaco di Vicchio, ha fatto ricorso a una metafora efficace: “Fino a quando – ha detto – in Italia ci sarà questa classe dirigente, il Mugello sarà sempre il binario 17 della Toscana”, facendo riferimento al binario isolato della stazione di Santa Maria Novella dal quale partono i treni per il nostro territorio. “Siamo sindaci – ha detto – e battiamo i pugni sui tavoli, però credo che i tavoli siano finiti. Forse è arrivato il momento si non battere più i pugni sui tavoli, ma da un’altra parte. Ma non si può fare, “.
Il sindaco di Marradi, Tommaso Triberti, ha sottolineato quanto sia importante che il Mugello parli con una voce sola: “Finora – ha detto – non lo abbiamo fatto abbastanza”. A proposito dei problemi della Faentina, ha ricordato di aver vissuto la stagione dell’introduzione del Memorario, che dimostrò come certi miglioramenti siano possibili. Tutti gli investimenti che sono stati fatti in questi ultimi anni sulla Faentina – ha detto – investimenti importanti in termini economici, sono investimenti dovuti, non legati a una visione di sviluppo per questa linea ferroviaria. Perché se un ponte viene sostituito non è un piacere che ci viene fatto, perché altrimenti quel ponte viene giù. E allora si cambia il ponte”.
“Più che pensare a un Comune unico del Mugello – ha detto invece Marco Bottino, sindaco di Palazzuolo sul Senio – bisognerebbe imparare a fare le cose semplici, ad esempio parlarsi, anche tra Toscana ed Emilia-Romagna, per affrontare questioni come quelle dei medici o della manutenzione delle strade”. Ha poi chiesto una maggiore considerazione per il Mugello.
Rispetto alla questione della Faentina – ha detto Bottino – io sono proprio inc… perché non è accettabile. Sono inc… per la sciatteria alla quale noi assistiamo ogni volta che facciamo una riunione sulla Faentina. Sono inc. perché quando otto sindaci scrivono ad un Prefetto questo non può permettersi non rispondere, non si può solo limitare a dirci quando va esposta la bandiera e in quale direzione”. Invece i problemi sono altri. Ad esempio, come ha ricordato per i collegamenti ferroviari con Faeza: “Con l’allerta arancione le ferrovia sparisce”. E ha concluso: “Come sindaco mi sento offeso quando vedo i pullman da 55 posti salire al passo della Colla e fare tre manovre ad ogni curva, perché devono sostituire il treno”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 Novembre 2026


