Benissimo, ed encomiabili, tutte le iniziative di raccolta di generi di prima necessità da inviare nelle zone terremotate. Straordinarie tutte quelle persone che sono subito partite per rispondere all’emergenza. Giusto donare il sangue.
Ma di fronte a disastri del genere bisogna essere capaci di andare oltre l’emozione del primo momento. Sia per quanto riguarda le azioni di soccorso, sia per gli “insegnamenti” che l’ennesimo terremoto dovrebbe impartire anche a noi mugellani, che sappiamo di abitare su una terra ballerina.
I soccorsi e le raccolte sono importanti ora. Ma lo saranno ancor più tra un mese o due. Quando dei terremotati non si parlerà più. Quando i riflettori delle tv si spegneranno. Per questo siamo convinti che sia opportuno che le persone di buona volontà, gruppi e associazioni riflettano su azioni di solidarietà più durature, per sostenere progetti di ricostruzione. Adesso è l’ora dell’emergenza, domani quelle popolazioni così duramente colpite non possono e non devono essere dimenticate. Benissimo, adesso, dieci coperte –sperando che i canali di distribuzione funzionino bene-, ancora meglio preparare interventi più strutturali, e “gemellaggi” con scuole, parrocchie, associazioni, per aiutarle a ripartire.
Poi c’è la questione degli “insegnamenti”. Confessiamo di ascoltare con un certo fastidio tutto questo discettare di edifici a rischio, edifici da consolidare, tecniche costruttive. Quando poi, fra 15 giorni, tutto sarà dimenticato e niente verrà fatto. In Mugello abbiamo un ospedale che sappiamo a rischio sismico e che ci è stato detto andrebbe ricostruito. Siamo in zona sismica, e nonostante questo, Regione e politici stanno ancora a cincischiare: passano gli anni, e niente è stato fatto. Niente progetto, niente stanziamenti. Ogni tanto qualche documento e dichiarazione per tacitare l’opinione pubblica, e stop. Dio non voglia che prima o poi si debba chieder conto agli amministratori regionali o locali di questa gravissima inadempienza. Sarebbe una responsabilità pesantissima.
Il Filo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 agosto 2016





2 commenti
Carissimo Direttore,
condivido appieno i tuoi dubbi e perplessità circa la messa in sicurezza del nostro ospedale, ma voglio approfittare della tua ospitalità perché il tuo giornale, che ha ampia diffusione, si faccia portavoce di una specifica richiesta al nostro Capo dello Stato, magari con tanto di raccolta di firme: la richiesta di una legge speciale nazionale per mettere in sicurezza i nostri paesi situati in zone sismiche.
Oggi ho 63 anni ma ricordo ancora perfettamente, ai tempi dell’alluvione di Firenze, i titoli dei giornali che lanciavano grida di allarme sul pericolo del dissesto idrogeologico. Sono passati 50 anni da allora, oltre al dissesto idrogeologico si è aggiunto il rischio sismico (molto più subdolo del primo), ma i titoli dei giornali hanno sempre i soliti contenuti.
Credo che una volta per tutte sia giunto il momento di voltare pagina. L’adeguamento dell’ospedale di Borgo S. Lorenzo è certamente una priorità a breve termine ma la messa in sicurezza dei nostri paesi resta l’obiettivo principale a lunga scadenza da perseguire ad ogni costo.
Ti saluto cordialmente e ti ringrazio se vorrai accogliere il mio invito.
Andrea Pini, Scarperia