
VAGLIA – Il comune di Vaglia sfoglia nuovamente la margherita. Sto con il Mugello? Sto con Firenze? Lo ha già fatto più volte nella sua storia recente, con almeno un paio di abbandoni del Mugello. L’ultima volta per unirsi a Fiesole, esperienza rapidamente fallita.
Qualche amministratore mugellano, sottovoce, manifesta disappunto per l’atteggiamento degli amministratori di Vaglia. Che vogliono stare autonomi, che hanno lasciato a suo tempo la Comunità Mugello, salvo poi “essere mugellani” quando conviene. Ora il nodo sta tornando di grande attualità. E lo annuncia lo stesso sindaco di Vaglia Leonardo Borchi. Che così scrive:

“La Regione Toscana sta individuando gli ambiti territoriali ai fini del Piano di Sviluppo Regionale . A febbraio/marzo la Giunta dovrà aggregare i comuni per aree omogenee sulla base di uno studio dell’IRPET (Istituto Regionale Per la Programmazione Economica della Toscana).
Dilemma per Vaglia: Su Firenze o sul Mugello?
L’IRPET ci avrebbe messo su Firenze. Ma siamo stati interpellati dalle consigliere di maggioranza Capirossi e Spinelli per conoscere il nostro orientamento.
Intanto cosa vuol dire appartenere ad un ambito invece che ad un altro? Vuol dire condividere un ambito amministrativo per quanto riguarda le competenze regionali ereditate dalle provincie: formazione per il lavoro, agricoltura, caccia, facendo riferimento ad una struttura territoriale specifica; vuol dire pianificare lo sviluppo economico, commerciale, turistico con accordi di programma condivisi; vuol dire realizzare un piano strategico unico per tutto l’ambito; vuol dire precondizionare le scelte per i futuri assetti istituzionali: fusioni ed unioni di comuni.
Se stessimo con Firenze, saremmo in buona compagnia. Al momento, salvo ripensamenti successivi, nell’ambito del capoluogo di regione non ci sono solo i comuni della piana, Calenzano, Campi, Scandicci, ect, ma anche Reggello, Londa, Pelago, Pontassieve, Impruneta, Rufina…..
Col Mugello rientrerebbero Borgo, Barberino,Dicomano, Vicchio…non l’Alto Mugello (vado a memoria).
Prima o poi dovevamo sbattere il naso su questa scelta. Come gruppo di maggioranza ci giriamo intorno da più di un anno.
Non è una scelta facile: tutte e due le opzioni hanno componenti positive e negative, derivate dall’effettiva divisione del territorio geografico del comune, che corrisponde poi ad un carico economico, sociale , sanitario diverso: lo spartiacque dei colli dell’Olmo e di Pratolino fa sì che la frazione omonima, Bivigliano, Le Caselline e Montorsoli gravitino su Firenze mentre Vaglia capoluogo, Fontebuona, Paterno e Mulinaccio si girino verso il Mugello.
Per quanto attiene al flusso pendolare studenti/lavoratori sicuramente la preponderanza è rivolta alla città. Per questo motivo l’IRPET ci ha posizionato con Firenze. D’altra parte le somiglianze, le affinità con la piana sono relativamente poche se consideriamo il tessuto sociale, con le sue risorse e le sue problematicità (esempio: le tossicodipendenze); il turismo, soprattutto quello che vogliamo andare ad intercettare, il turismo lento (anche rock!), dei piccoli gruppi, di media permanenza: le affinità sarebbero più con il territorio collinare e montano del Mugello.
Di qua, Firenze, ci sarebbero più risorse finanziarie, ma saremmo più marginalizzati. A meno che non riuscissimo a capitalizzare la posizione limitrofa all’area urbana a grande densità abitativa, assumendo il ruolo di valvola di sfogo per il ricreativo, con il conseguente apporto di valore economico.
Per quanto riguarda la collocazione sanitaria invece non ci sono interferenze: siamo sul distretto della piana e ci restiamo. Sono due ambiti distinti.
Come si vede la scelta è strategica e la dobbiamo operare in tempi stretti. L’amministrazione vuole coinvolgere, per quanto possibile, la popolazione. Quindi a breve organizzeremo uno o più incontri per discutere, informare e confrontarci sui vari aspetti della questione.
Il tutto si dovrà concludere con una manifestazione di volontà della cittadinanza. Penso ad una consultazione, che però probabilmente non potrà essere formalmente indetta ai sensi dello statuto comunale, in quanto non ci sono i tempi fisici per organizzarla. Circostanza da verificare.
Comunque faremo in modo di organizzare una consultazione la più ampia possibile nel rispetto delle regole di trasparenza e partecipazione”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 gennaio 2017






