Che cos’è “Le Cronache di Populon”? È un gioco di ruolo ideato da Mattia Sarti e Dario Landi, che ci lavorano a partire ormai dal 2009.
Un Gioco di Ruolo? E che cos’è? Potremmo definire il gioco di ruolo come “teatro al tavolo”. Questo perché un gioco di ruolo è un’attività in cui si narra una storia interpretando dei personaggi.
Rispetto al teatro però le differenze sono molte. L’esito, e anche lo svolgimento, della storia, infatti, non sono certi. La cosa che rende interessante il gioco di ruolo è infatti che non sai mai quello che ti capita. La risoluzione di molte situazioni infatti è affidata al caso, sotto forma di un lancio di dado ed è quindi incerta.
Come funziona: c’è un Narratore che immagina una storia, un canovaccio, all’interno del quale si muovono dei personaggi, interpretati dai giocatori. Un personaggio è l’alter ego fantastico del giocatore all’interno dell’ambientazione immaginata. Come gli attori in un film i giocatori parlano come se fossero i loro personaggi.
Il Narratore è colui che connette i personaggi al mondo. Descrive quali sono le reazioni dell’ambiente alle azioni dei personaggi. Descrive gli ambienti (dirà se una stanza è buia, illuminata, grande, piccola etc), e le azioni di tutti gli abitanti del mondo che non sono i personaggi. Le persone appena incontrate su un ponte, a sua discrezione, potranno attaccarvi per derubarvi, o chiedervi aiuto per liberare il loro villaggio dai briganti.
Sì, ma in pratica come si gioca? C’è un tabellone? Come si vince? Si vince quando ci si diverte. Non ci sono punteggi, i giocatori non sono in competizione fra di loro per la vittoria, ma anzi cooperano per dare vita a una storia. E non c’è un tabellone, però potremmo usare il Monopoli per provare a spiegare come si gioca.
Immaginate di trovarvi dentro il tabellone, nella città di Monopoli.
Per spostarvi dovreste tirare un dado, ma siete in un gioco di ruolo, quindi potete decidere voi dove andare. Mettiamo che arriviate in Vicolo Stretto. La differenza è che nel gioco normale, nel gioco di ruolo dovete immaginare di essere nel vicolo (che vi verrà descritto dal Narratore come in effetti uno stretto budello con case alte e sghembe). Potete scegliere di fare qualunque cosa. Come ad esempio entrare in una casa. Potete provarci bussando alla porta, tentando di scassinarla, sfondarla, o arrampicandosi sul tetto. Oppure potete decidere di andare oltre ignorando il vicolo, o addirittura che la città di Monopoli non vi piace, e di andare quindi in un’altra.
Quello che decidete di fare, e come decidete di farlo, deve essere coerente col vostro personaggio. Batman non ucciderebbe mai a sangue freddo un innocente. Il Joker si divertirebbe molto nel farlo, invece. Tutto dipende dal personaggio che si interpreta.
A sentirla così un Gioco di Ruolo sembra molto impegnativo. È un’attività che può fare chiunque? Sì, può giocarci chiunque. È vero, può sembrare troppo impegnativo perché ci sono delle regole, dei dadi da lanciare e qualche calcolo da fare (ma in Populon sono pochissimi, una somma qui, una sottrazione là), in realtà si sta “solo” raccontando una storia, una cosa che è, per l’uomo, una delle attività più naturali. Insomma, probabilmente subito dopo aver acceso il primo fuoco i nostri progenitori ci si saranno seduti attorno e avranno iniziato a raccontare, tutti assieme. Non per nulla noi spesso diciamo che il gioco di ruolo è la versione moderna dello “stare a veglia” tipico delle famiglie contadine.
Come nasce l’idea di creare un vostro gioco? Abbiamo giocato a molti giochi di altri negli ultimi vent’anni, ma avevamo bisogno di un gioco che si confacesse al nostro modo di giocare e l’esperienza ci ha stimolato in tal senso. Molti giochi di ruolo mettono l’accento sul regolamento, facendo poi da questo derivare il modo in cui si gioca. Noi invece abbiamo fatto il contrario, scegliendo uno stile di gioco e poi elaborando delle regole che permettessero di ricrearlo.
In Populon abbiamo quindi cercato la massima uniformità fra stile di gioco (narrativo), regolamento (semplice ma efficace) e ambientazione (epica e fiabesca).
E quali sono le tematiche del vostro lavoro? Qual è l’idea cardine del mondo di Populon? Populon è il mondo del nostro gioco. Ed è un mondo vivo nel vero senso della parola. È, cioè, un vero e proprio organismo vivente.
Il concetto cardine è quello dell’equilibrio che serve a mantenere l’organismo sano.
Nello specifico Populon è retto da cinque entità spirituali, i Cinque Draghi, che rappresentano i cinque stadi del ciclo della vita: nascita, giovinezza, maturità, vecchiaia e morte. Ed ognuno rappresenta una parte del mondo: l’acqua, il cielo, la foresta, la montagna e i confini. Questa struttura ci serve a ispirare la riflessione sul rapporto che abbiamo con l’ambiente. L’idea è quella di un fragile equilibrio che ha bisogno di essere mantenuto e difeso.
Proprio come la nostra vecchia Terra.
Perché è uno dei punti di forza? Perché questo ti consente di inserire nelle storie del gioco tematiche legate al mondo reale. Raccontare i problemi, metaforizzarli, consente di affrontarli, ed è anzi già parte del processo necessari per risolverli. In questo senso la narrazione è più reale della realtà, in quanto serve a chiarirne i punti oscuri.
Quali sono state le tappe fondamentali per la nascita del gioco? Creare un nostro gioco è sempre stato un nostro sogno, un impulso che abbiamo sempre avuto una volta iniziato a giocare. Prima di Populon abbiamo parlato spesso di creare altre cose. Poi nel 2009 il progetto Kontatto del Comune di Borgo San Lorenzo ci ha chiesto se volevamo mettere su un gruppo di giochi di ruolo negli spazi del centro giovani.
Abbiamo preso la palla al balzo per iniziare a usare quel gruppo di giocatori come play tester del primo embrione di Populon.
Preparando gli incontri settimanali del gruppo abbiamo sviluppato sempre più nello specifico l’idea fino a giungere al prodotto finito, che abbiamo poi pubblicato in occasione della fiera di Modena Play del 2016.
Quasi 270 pagine di racconti, storie, suggestioni. Dove avete preso lo spunto per tutto questo materiale? Cinema, fumetti, letteratura, altri giochi di ruolo, musica e molto altro. Quando si crea si fa da catalizzatori di tutto quello che si è assorbito nel corso degli anni.
Quindi quali sono le vostre pubblicazioni fino ad ora? Il Gladio Spezzato, avventura.
Le Cronache di Populon, gioco di ruolo. Questo è il Manuale Base del gioco, l’unica cosa veramente necessaria per giocare. Cuore di Drago, espansione.
Se qualcuno volesse provare Populon dove potrebbe farlo? Ogni mercoledì sera sempre al progetto Kontatto, a Borgo San Lorenzo negli spazi del Centro Giovani (piazza Dante 6) e alla Bottega delle Arti Varie a Barberino di Mugello (Corso Corsini 55 chiedendo di organizzare una serata a tema. (Mattia: 3200775994).
Inoltre sul nostro sito (www.lecronchedipopulon.com) potete vedere tutti gli eventi a cui parteciperemo e nei quali faremo provare il gioco.
E il futuro? Quali sono i vostri progetti? Stiamo lavorando a un’altra pubblicazione, in uscita per Modena Play 2017. E poi stiamo cercando di promuovere il valore educativo di questo gioco di ruolo attraverso un progetto da realizzare nelle scuole medie del Mugello. Il progetto si chiamerà “Laboratorio di Esperienze” e punterà, attraverso la narrazione, a stimolare nei gruppi di ragazzi la discussione e la riflessione su tematiche attuali quali bullismo, razzismo, ecologia.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 aprile 2017


