MUGELLO – Circa 1.270.000,00 euro di perdite accumulate negli anni. La società pubblica Pianvallico ha reso noto il bilancio d’esercizio 2016. L’Unione Montana Comuni del Mugello (UMCM) ne è socia di maggioranza, insieme al comune di Scarperia e San Piero ed al comune di Borgo San Lorenzo, che però ne aveva annunciata l’uscita dal capitale. Ma, oltre le strategie e le intenzioni, adesso spazio ai numeri. Un nuovo bilancio in rosso, l’ennesimo spreco di denaro pubblico.
Ormai è diventato un appuntamento consolidato nel calendario della cronaca mugellana. Immancabile, un vero e proprio evento. Da tempo in cima al cartellone del teatrino della politica. Fra la protervia smisurata di qualche attore, tanta, e il risultato di un’iniziativa fine a se stessa, misero. Così eccoci, di nuovo, anno dopo anno, a commentare l’ultimo bilancio della società pubblica Pianvallico s.r.l., già s.p.a.. Uno stillicidio, sembra inarrestabile, di denaro pubblico.
Ricapitoliamo il dettaglio dei numeri. Negli ultimi anni (2012, 2013 e 2014) la politica manageriale della società Pianvallico ha prodotto disavanzi per un valore globale di circa 989.000,00 euro. Nel 2015, invece, un utile effimero di 2790,00 euro. Nelle perdite generali d’esercizio figura anche l’attività commerciale, di certo non un servizio pubblico, di “Officine del Buon Ristoro” (bar–ristorante–mensa–catering). Cinque anni di attività, altrettanti bilanci in rosso, per 341.000,00 euro. Ebbene, adesso, a tutto ciò, aggiungiamoci così il risultato del 2016, ovvero 277.170,00 euro di ulteriore perdita. Un pozzo senza fondo, finanza applicata alla speleologia per determinarne la profondità.
E, poi, per completezza d’informazione, è doveroso rammentare anche l’incidenza, nel passivo storico, del non essenziale “incubatore d’imprese, Innovare in Mugello”. Ossia, lo scimmiottamento di un progetto appannaggio di altri soggetti, sicuramente più competenti e attrezzati per condurlo, voluto dall’allora Comunità Montana del Mugello, oggi Unione montana, creato per incentivare la nascita di imprese sul territorio. Una iniziativa incompiuta, che ha fatto perdere le tracce della sua esistenza. Tecnicamente, soprattutto contabilmente, un fiasco.
Era questo il primo bilancio della Pianvallico “a firma” Paolo Omoboni, sindaco di Borgo San Lorenzo, presidente dell’UMCM, peraltro rinunciatario a proseguirne l’esperienza almeno nelle aspirazioni comunali. Una intenzione annunciata proprio nel contesto di un consiglio di quell’amministrazione pubblica. A quella liturgia però, non omologata nelle parole, non hanno avuto seguito i fatti. Eppure solo averne evocata l’uscita era apparso come un qualcosa di inusuale, per certi aspetti di coraggioso. E, in effetti, già da questi spazi, non si era persa l’occasione per riconoscerglielo. Una voce fuori dal coro, una personalità forte poco incline ai condizionamenti. Però nessuno, ente pubblico o società privata, è interessato a rilevare le quote di capitale del comune di Borgo San Lorenzo.
Ormai, a distanza di tempo, sembra che tutto sia sopraffatto dalla rassegnazione e l’apparato pubblico Pianvallico resiste. Con la sua strategia fatua e nebulosa, conti alla mano disastrosa. La politica succube di non si sa chi e di cosa. Continua l’emorragia di risorse pubbliche. Inqualificabile, inaccettabile. Pianvallico, davvero, ora basta!
Gianni Frilli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 settembre 2017


