BORGO SAN LORENZO – Alla vigilia del congresso, è utile dare uno sguardo più approfondito alla geografia interna del Pd borghigiano. Geografia assai mobile, come accade ora in politica a tutti i livelli: con passaggi di partito, scissioni e micro-scissioni, cambi di casacca e salti della quaglia, correnti che vanno e vengono.

Così a Borgo San Lorenzo passò un periodo che nel PD era tutti, o quasi, renziani. Poi le carte si sono rimescolate. Con tensioni a volte palesi a volte sottotraccia. Fu clamoroso lo scontro tra due gruppi contrapposti, uno intorno a Caterina Seneci -lo schieramento che oggi, più o meno sostiene Timpanelli-, l’altro a sostegno della “renziana” Cristina Becchi, tanto che ci fu a lungo paralisi, e l’annullamento del congresso, per arrivare alla fine alla candidatura unitaria di Gabriele Timpanelli. Poi c’è stata la mossa del sindaco Paolo Omoboni, che cambiando tessera di partito e passando da “Borgo Migliore” al PD, ha riportato grande turbolenza all’interno del partito. La vecchia guardia, o comunque la maggior parte di coloro che vengono dalla storia del PCI-PDS-DS non hanno digerito questo approdo, e temono che gli amici di Omoboni conquistino la sezione, spostando il baricentro del potere interno e amministrativo, che già con le primarie vinte da Omoboni sulla candidata ufficiale del partito, aveva avuto un forte sconquasso.
Ma non è vero che tutte le figure che hanno militato nel PCI siano tutte da una parte contro Bagni e Omoboni. Ad esempio Sandra Maggi, influente e autorevole esponente del partito, a lungo presidente dell’Istituto degli Innocenti, consigliere provinciale PCI, e vicesindaco ai tempi di Baggiani, così come Giorgio Gera, assessore borghigiano di lungo corso, ed anche sindaco di San Godenzo, si sono schierati non con Timpanelli ma con Giacomo Bagni. Abbiamo chiesto loro il perché di questa scelta.
Se Maggi ne fa una questione di coerenza politica ma preferisce non entrare nel merito, facendo parte della Commissione di Garanzia – “ho sempre votato Renzi, anche alle primarie tra lui e Bersani”, fa comunque sapere-, non ha remore a motivare il suo voto a Giacomo Bagni Giorgio Gera. “Tutto nasce -spiega- con la candidatura di Renzi alle prime primarie nazionali del Pd, una candidatura che ho sostenuto fin dall’inizio, in modo convinto e tranquillo, perché le sue idee erano le stesse che avevo in testa io, anche nei tempi più lontani della mia militanza; e la sua linea politica la ritengo perfettamente consona ai principi fondativi del PD enunciati da Veltroni al Lingotto dieci anni fa.”
Dal livello nazionale a quello locale il passo è breve: “L’espressione politica della linea renziana del Pd a Borgo -dice Gera- la intravedo nella persona di Giacomo Bagni. Si deve valutare la linea politica, e si deve valutare la persona: in questa circostanza mi convincono pienamente sia la linea politica che la persona. Nessun giudizio negativo nei confronti di Timpanelli, con il quale non ho difficoltà a lavorare. Non giudico negativamente la persona, ma la linea politica è diversa”.<a
Gera di congressi ne ha visti parecchi, e riconosce che questa volta la tensione c’è: “C’è tensione indubbiamente, come capita nei momenti congressuali, scaramucce e contestazioni. Ma le tensioni nel Pd ci sono da tempo. Uno più generale, che deriva dall’impegno di forte rinnovamento avviato con l’avvento di Renzi alla segreteria nazionale: il tema della rottamazione ha provocato tanti mal di pancia, e ai livelli locali questa traduzione del ‘rinnoviamo tutto’ ha avuto toni più accesi. Poi diversi, di provenienza pci, hanno pensato che chiunque venisse con idee non della tradizione fosse un usurpatore, ed è facile che a livello locale questo si traduca in momenti di conflitto personale e momenti di tensione. Per me è sbagliato considerare Omoboni un usurpatore”.
Ma Gera vede schiarite e invita a lavorare uniti: “Via via che ci si avvicina all’appuntamento mi sembra che le tensioni si stiano acquietando, e si stia tornando a una normale battaglia congressuale tra competitori; competitori, perché non ci sono avversari e tantomeno nemici. E una volta che si è finito di competere, si lavori unitariamente, visto che abbiamo una responsabilità di governo locale che non è certo uno scherzo”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 ottobre 2017


