
FIRENZUOLA – Si è costituito nei giorni scorsi il comitato popolare Firenzuola No Discarica Il Pago che si è dato il compito di organizzare una protesta della popolazione, tramite un documento-appello, contro l’ingrandimento e la riapertura di quell’area, chiusa da più di un anno e mezzo, che per tre lustri è stata utilizzata per smaltire i rifiuti solidi urbani dell’area fiorentina. Il comitato si rivolge al governatore Enrico Rossi chiedendo di non approvare l’ampliamento de Il Pago e di essere ricevuto per esporre le proprie ragioni prima che il progetto vada in esame alla Conferenza dei servizi il 19 dicembre 2017. Pubblichiamo di seguito il testo del documento-appello.
Il comitato popolare, che si è costituito il 6 dicembre 2017 per organizzare la protesta della popolazione di Firenzuola allo scopo di impedire la riapertura della discarica dei rifiuti solidi urbani del Pago, ha espresso in un documento-appello ai cittadini le ragioni della sua costituzione che sono state comunicate per email anche al presidente della giunta regionale toscana Enrico Rossi e al presidente esecutivo della Società Hera Spa, gestore della discarica.
Per 15 anni nella discarica di Firenzuola sono stati smaltiti i rifiuti solidi urbani del Comune di Firenze e dei Comuni dell’Area fiorentina, per consentire la costruzione del termovalorizzatore nel Comune di Sesto Fiorentino. Da più di un anno e mezzo la discarica del Pago è chiusa. Dopo la chiusura della discarica e la conclusione dei lavori per la costruzione della Variante di Valico e della ferrovia veloce Alta velocità, il Comune di Firenzuola sta tentando di riprendere la strada dello sviluppo puntando sulla tutela e la valorizzazione delle sue risorse ambientali. Molti imprenditori hanno investito e stanno investendo, scommettendo sullo sviluppo verde e sul valore delle sue risorse ambientali, nel turismo, nell’agriturismo, nell’agricoltura di qualità: zootecnia da latte (Mukki latte Mugello), marrone IGP, zootecnia da carne (centro carni del Mugello), produzioni biologiche, produzioni orticole (vendita attraverso Gruppi d’Acquisto Solidale).
Nel protocollo (articolo qui), sottoscritto il 6 novembre in Palazzo Medici Riccardi dal sindaco del Comune di Firenze ed il sindaco del Comune di Bologna per coordinare le politiche della città metropolitana Firenze-Bologna, è previsto un impegno per la valorizzazione dell’area dell’Appennino ed è contraddittorio che si inizi con il portare in montagna i rifiuti della città.
Che credibilità può avere un progetto di sviluppo green, accanto alla riapertura della discarica, che oramai la popolazione credeva di essersi lasciata alle spalle? L’allarme risvegliato nella popolazione comunque, non è solo una questione di immagine (articolo qui). Le preoccupazioni, che hanno accompagnato l’attività della discarica, fin tanto che è stata attiva e che sono ora riaccese dalla minaccia della riapertura, attengono alla salute delle persone, alla qualità della vita e delle acque. La collocazione dell’impianto è infatti delicata. Si tratta di una discarica in quota, situata in una zona a rischio di instabilità idrogeologica, al cui piede scorre un corso d’acqua, affluente del fiume Santerno, ben conosciuto dai bagnanti toscani ed emiliani. Il fatto che sia tecnicamente fattibile non azzera a nostro avviso i rischi ambientali.
Il Comune di Firenzuola non soffre della sindrome di Nimby (mai nel mio giardino). Ha già dato molto per risolvere i grandi problemi infrastrutturali di importanza nazionale e per aiutare l’area fiorentina a smaltire i suoi rifiuti concedendo il tempo necessario per costruire il termovalorizzatore della Piana.
Sulla cronaca di Firenze del quotidiano “La Repubblica” del 7 dicembre 2017 abbiamo letto con grande stupore e con rabbia “Alla Toscana 20000 tonnellate di rifiuti di Roma”: nell’articolo si dice che è in discussione tra la Regione Lazio e la Regione Toscana un accordo che prevede di trasferire rifiuti solidi urbani da Roma alla Toscana. Nella stessa pagina viene pubblicato un articolo dal titolo “Intanto Rossi manda a picco l’inceneritore”: viene detto che con quella dichiarazione Enrico Rossi, presidente della giunta regionale toscana, di fatto ha affossato la costruzione del Termovalorizzatore. Non vogliamo porci in una posizione di conflitto con chi ha combattuto perché il progetto del Termovalorizzatore non fosse realizzato, ma ci indigna, che dopo tutto quello che il nostro territorio ha già dato e concesso, ci venga ancora chiesto di essere noi a pagare e a caro prezzo.
Tutto questo rappresenta per i cittadini di Firenzuola una grande provocazione e le sconcertanti notizie pubblicate sul quotidiano “La Repubblica” rafforzano le motivazioni del comitatoFirenzuola No Discarica Il Pago con le quali si oppone alla riapertura della discarica del Pago.
Il Comitato chiede al presidente Enrico Rossi di non approvare il progetto di ampliamento della discarica del Pago e chiede di essere ricevuto per esporre le proprie ragioni prima che il progetto vada all’esame della Conferenza dei servizi, il 19 dicembre.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 dicembre 2017



