BORGO SAN LORENZO – “Il Centro politico non è una sorta di utopia ma la testimonianza forte di valori e di una tradizione cattolico-popolare che ha ancora molto da dire e da fare. Nel centrodestra non rappresentiamo solo l’area moderata ma anche quella con una precisa sensibilità sociale e un vero senso delle Istituzioni. Un Centro equilibrato ed equilibratore il nostro che vuol fare prevalere la ragionevolezza e il senso di responsabilità”: lo sottolinea Pierandrea Vanni, capolista di “Noi per l’Italia-Udc”, nell’invito che ha diffuso per l’incontro che si terrà a Borgo San Lorenzo il prossimo mercoledì 28 febbraio, alle ore 18, nella saletta comunale “Pio La Torre” in via Giotto.
“In questa campagna elettorale caratterizzata da toni urlati e spesso pesanti e di scarsa attenzione per i problemi che vivono quotidianamente i cittadini, “Noi con l’Italia”, si caratterizza come una forza tranquilla che intende contribuire a fare finalmente dell’Italia un Paese normale –spiega Vanni-. Vogliamo ricostruire una casa stabile per i moderati, un centro popolare che intende portare serietà e ragionevolezza nella vita politica con un’attenzione prioritaria a legalità, lavoro, alla sanità e alla tutela delle fasce più deboli a iniziare dagli anziani e dalle persone che hanno malattie degenerative e delle loro famiglie. Ci auguriamo vivamente che in questo ultimo scorcio elettorale alcune componenti del centro destra la smettano dall’enfatizzare temi che richiedono al contrario senso di responsabilità e risposte di grande equilibrio. Il paese chiede affidabilità nella chiarezza, e risposte ai problemi, non polveroni esasperazioni o slogan vuoti.
Vanni entra nel merito di due rilevanti questioni che interessano il Mugello: “Credo che prima di tutto vada trovata una soluzione definitiva e condivisa per l’Ospedale del Mugello che gioca un ruolo importante nell’ambito della rete ospedaliera della provincia di Firenze e non solo. Personalmente, vista la situazione circa la sicurezza sismica della struttura borghigiana, credo che in casi del genere sia preferibile costruire un nuovo edificio perché le ristrutturazioni comportano inevitabilmente disagi allo svolgimento quotidiano dei servizi e dell’assistenza, e lasciano comunque ambienti progettati e realizzati quarant’anni fa. In ogni caso è il territorio, attraverso le sue istituzioni, che deve trovare e condividere con la Regione una soluzione chiara e definitiva.
“Più in generale –continua il capolista di “Noi per l’Italia”-, un elemento di preoccupazione che avverto in modo particolare riguarda le Liste di attesa troppo lunghe per esami e visite specialistiche, i ticket eccessivi (in diversi casi costa meno la stessa prestazione in una struttura privata) e una situazione di forte squilibrio che si è determinata per le prestazioni libero professionali all’interno degli ospedali. Troppe volte ci si sente dire che un esame specialistico si può avere in pochi giorni a pagamento e in tempi molto più lunghi solo pagando il ticket, salvo chi è esente. Occorre un riequilibrio, perché la scelta delle prestazioni in libera professione deve essere sempre volontaria e non condizionata dai tempi e dai costi. Così come occorre un’attenzione particolare su un altro aspetto centrale dell’assistenza sociale, ovvero le conseguenze delle malattie degenerative su chi ne soffre e sulle famiglie. Per loro, come per gli anziani, i lungodegenti, i disabili, occorre un impegno forte: chi ha bisogno non deve essere lasciato solo. Ci sono prestazioni che oggi non sono più indispensabili e che possono essere riviste e rimodulate, ma ce ne sono altre che vanno veramente garantite a chi ne ha necessità”.
Pierandrea Vanni, che è stato sindaco di Sorano, prende un impegno anche per i comuni montani dell’Alto Mugello: “La lunga esperienza amministrativa che ho fatto nel piccolo comune della provincia di Grosseto dove sono nato mi ha fatto capire l’importanza e la necessità di tutelare e valorizzare le piccole comunità. Chi ci abita non può e non deve essere considerato un cittadino di serie B e invece continua ad essere penalizzato in termini di servizi, di sanità, di scuola, di uffici pubblici. I piccoli comuni sono presidio fondamentale del territorio, spesso conservano e difendono importanti patrimoni artistici e culturali. Nel Mugello, per esempio, sono l’unico argine al definitivo spopolamento della montagna.
La legge sui piccoli comuni approvata dal Parlamento dopo anni di attesa è un primo passo avanti, un riconoscimento del loro ruolo e del loro valore ma la dotazione finanziaria non è adeguata (stiamo parlando in Italia di oltre 5 mila comuni sotto i 5 mila abitanti su poco più di 8 mila) e sono troppi gli obiettivi che la legge indica. Bisognerebbe puntare solo su alcuni: in particolare tutela dei servizi pubblici e sviluppo economico.
In questo ambito, o con altro provvedimento, andrebbero trovate forme di sostegno (sgravi fiscali o incentivi) per salvaguardare soprattutto nei comuni più piccoli cinema, teatri, biblioteche, librerie ed edicole. È un piccolo mondo che va salvaguardato. Al tempo stesso andrebbero sostenute e riqualificate le strutture di aggregazione per giovani (circoli, oratori, spazi formativi) legando possibili forme di sostegno a progetti ed attività, per esempio, per contrastare le ludopatie, l’abuso dell’alcol e le droghe, per diffondere una nuova cultura sportiva e per riaffermare il valore dello stare insieme”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 febbraio 2018






