Quando “Il Filo”, un anno fa, dette per primo la notizia circa la preoccupante situazione dell’ospedale del Mugello, a proposito di sicurezza statica e sismica, notizia poi ripresa dagli altri organi di informazione, venimmo infamati. Avremmo fatto allarmismo, disinformazione, perfino terrorismo, parole dell’allora sindaco di Borgo San Lorenzo.
Ce ne dispiacque molto, perché noi non lo facevamo certo per vendere qualche copia in più –altra accusa che ci fu rivolta- ma per amore della verità, convinti che un problema come questo –il mantenimento dei servizi ospedalieri nella nostra zona, e la sicurezza dell’attuale ospedale- non poteva certo essere nascosto e sottaciuto. Ma tutti, istituzioni e cittadini ne dovevano essere consapevoli.
A rivelare documenti che attestavano la possibilità che l’ospedale dovesse essere demolito e ricostruito crediamo di aver fatto un servizio alla nostra comunità. E nei mesi successivi, guarda caso, sono cominciati ad affiorare i fatti finora tenuti nascosti. Di recente il presidente della Regione Toscana ha parlato apertamente della possibilità che l’ospedale debba essere totalmente ricostruito. E in una riunione tra Asl e amministratori locali, tenutasi di recente a Borgo San Lorenzo, convocata dall’assessore alla sanità Ilaria Bonanni, i tecnici dell’Asl hanno anticipato, pur non essendovi ancora una decisione ufficiale, che non conviene procedere a lavori di consolidamento dell’attuale struttura, ma piuttosto merita fare un ospedale nuovo.
Se si è fatta un po’ più di chiarezza non c’è affatto da essere sollevati: costruire un ospedale non è uno scherzo, sia per quanto riguarda la tempistica, sia, soprattutto, per i finanziamenti, visto che oggi neppure la Regione Toscana naviga nell’oro, e vi sono situazioni ospedaliere problematiche anche in altre zone. Il Mugello deve far sentire forte la propria voce. A cominciare dalle istituzioni, cessando quell’atteggiamento di cautela troppo acquiescente che fino a poco tempo fa ha contraddistinto la voce (ma meglio sarebbe dire il silenzio) di gran parte dei nostri amministratori locali. E sicuramente potrà essere utile un’azione dal basso, già avviata dal comitato “Mugello per l’ospedale”, azione che va ripresa e consolidata.
Ora è stato chiarito che l’ospedale deve essere ricostruito. Bene, gridiamo con forza che questo va fatto, cominciando subito la progettazione, e fissando nei bilanci sanitari la cifra necessaria per l’operazione. Le dichiarazioni sui giornali, e le parole nelle riunioni potrebbero lasciare il tempo che trovano. In questi mesi poi le promesse e gli impegni si sprecheranno, visto che tra qualche mese si vota per rinnovare gli organi regionali. Meglio pretendere impegni più cogenti, affinché la ricostruzione dell’ospedale sia una priorità della Regione, e i soldi necessari siano stanziati. Perché la partita per il Mugello stavolta è vitale.
Il filo
© Il Filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2014


