
“Siamo venuti a scuola per imparare, non per vedere il pavimento crollare”. Lo gridava sabato mattina uno dei cartelli del corteo organizzato dal Collettivo Autorganizzato Chino Chini per protestare contro la situazione che grava sull’istituto professionale Chino Chini, oltre che i “continui tagli di risorse alla scuola pubblica”.

Un corteo che ci si attendeva più numeroso, erano infatti poco meno di cento i partecipanti. Che sono partiti dalla sede della scuola in via Caiani, attraversando tutto corso Matteotti, per poi dirigersi verso il Municipio, dove la manifestazione si è conclusa. Slogan di lotta, le bandiere rosse di Rifondazione in coda al corteo, il volantinaggio degli studenti, fumogeni e un rappresentante degli studenti che col megafono spiegava pubblicamente le ragioni della protesta e le preoccupazioni degli studenti per una sede giudicata insicura, fatiscente, abbandonata dalla Provincia.

La storia del Chini, che raccoglie circa 1000 studenti mugellani, divisi in più indirizzi, è nota.
Storicamente è stata una scuola che ha sempre avuto problemi strutturali, divisa in più sedi, spesso inadeguate. Alla fine la Provincia promise una nuova sede, e la palestra, e pur con pesanti ritardi il nuovo edificio, accanto al laboratorio già esistente, fu costruito.
Fu progettato e costruito però troppo piccolo, tanto che i prefabbricati montati per ospitare temporaneamente alcune classi, dopo sette anni sono ancora lì. E ora ovviamente, anzi da un pezzo, presentano i segni del tempo: ci piove dentro, muffa, cedimenti strutturali, e non mancano le visite dei topi

Anche la nuova sede è rimasta incompiuta, mancando ancora tutta la sistemazione esterna: quando piove per entrare a scuola sono consigliabili… gli stivali, perché il piazzale è una superficie fangosa, e, scrivono gli studenti nel loro volantino distribuito durante il corteo, “gli spazi eterni sono la vera e propria rappresentazione dell’abbandono e della precarietà, recinzioni di cantiere, materiali vari abbandonati dalle ditte…”
Per non parlare della palestra, annunciata da anni, poi progettata e addirittura finanziata dalla Provincia di Firenze, con i soldi alla fine scippati e dirottati altrove -nel beato silenzio dell’amministrazione comunale borghigiana-.
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2014










1 commento
bravi ragazzi, scioperiamo per il nostro futuro !