MUGELLO – I timori sulla sorte del progetto per l’ampliamento del Chino Chini sono fugati. Lo stop improvviso al “Piano Periferie” dato dal Governo Lega-Cinque Stelle, e denunciato anche dal sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni, preoccupato per la possibile cancellazione della prevista costruzione della nuova ala per l’istituto superiore mugellano, c’è stato, ma non riguarda, fortunatamente, il “Chino Chini”.
Lo ha confermato Giampiero Mongatti, che è il consigliere delegato all’edilizia scolastica della Città Metropolitana di Firenze. “Appena è iniziata a circolare la notizia del taglio dei fondi –spiega – ci siamo subito mossi per capire di cosa si trattasse. E i funzionari hanno accertato che il provvedimento in questione non riguarda né il progetto per il Chino Chini né l’intervento al Balducci di Pontassieve. Purtroppo -ha aggiunto il sindaco di Barberino- le notizie non sono chiarissime, ma i nostri tecnici ci hanno riferito che complessivamente
sarebbero 24 i progetti salvi e 90 quelli tagliati”. Tra i salvi c’è anche il Chino Chini, ovvero la costruzione di un nuovo edificio, in legno, collegato a quello esistente, per una spesa di 2 milioni e 800mila euro. Sorgerà sul retro, collegato con quello già esistente, e conterrà diciotto aule.
“Noi – ha ribadito Mongatti – intanto andiamo avanti con le procedure, il progetto c’è e la gara è già stata avviata, tanto che l’obiettivo è quello di avviare i lavori entro l’anno”. Con la speranza di togliere quanto prima i ragazzi dai container.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 agosto 2018





