FIRENZUOLA – C’è sagra e sagra. E sicuramente quella del tortello a Piancaldoli è davvero speciale. Non solo perché, alla romagnola, chiama tortello quelli che da noi son ravioli. Peraltro buonissimi, rigorosamente fatti a mano dalle massaie della più lontana frazione firenzuolina, oltre il passo della Raticosa, ai confini con l’Emilia-Romagna. Ma soprattutto perché l’evento è un momento di aggregazione forte, dove tocchi con mano la passione e l’impegno della gente . E ci partecipano praticamente tutti i piancaldolesi, dai bambini alla nonnina ottantenne.
Tutto ebbe inizio nel 1980. Allora c’erano le strutture temporanee in lamiera, come si usava un tempo. Poi nel 1995 Piancaldoli inaugura l’edificio in muratura, adibito in gran parte a cucina bar e magazzino, e con due due spogliatoi per il campo sportivo. “Sicuramente -dice Paolo Raffini-, è l’evento più importante dell’ Estate piancaldolese, evento che vede coinvolto tutto il paese, dai grandi a piccini che si adoperano per la buona riuscita della festa che si tiene sempre per Ferragosto con inizio il 14 sera e termina con la cena del 15”.
Davvero tutta la frazione è mobilitata: Piancaldoli ha 197 residenti, e i volontari che si rimboccano le maniche sono 103, famiglie intere, dai nonni ai nipoti, con un’organizzazione perfetta: i bambini puntualissimi nel portare le bevande, i ragazzi a servire ai tavoli e il resto della “truppa” nelle cucine e nei vari servizi. “Il piu’ piccolo -dice ancora Raffini- ha 8 anni e il più anziano 88 anni. La donna più anziana è una mia zia che ha 81 anni ed è adibita a condire le porzioni di tortelli al burro, sugo e prugnoli. Nei tre pasti vengono serviti circa 65000 tortelli. Non mancano poi i tagliolini e alla sera il menù è arricchito anche da polenta fresca e fritta oltre alla crescentina fritta e alla piadina romagnola. E’ un impegno grande ma tutti vi partecipano con entusiasmo ed è un momento di grande aggregazione e senso di appartenenza al nostro piccolo paese. Tra l’altro alla festa danno mano anche alcuni villeggianti che trascorrono le loro vacanze a Piancaldoli -tanti ex piancaldolesi che hanno la seconda casa qui, e che sentono ancora forte l’affetto e il legame per il proprio paese”.
Non è un lavoro semplice: Durante i tre pasti della sagra si fanno mediamente 3300 coperti, ospitati sotto un tendone che contiene oltre 500 persone e durante il pranzo di Ferragosto vengono messi altri tavoli anche nella pista da ballo anch’ essa coperta. E quanto viene raccolto -c’è anche il sostegno di vari sponsor, e in particolare del Banco Fiorentino e della Ing. Fiorentini- dà un contributo importante alla vita della frazione: “Anno scorso -racconta Raffini- abbiamo effettuato un intervento di risistemazione muraria (spesa di oltre 23000 euro) al cimitero, lo manteniamo pulito con il taglio erba; poi negli anni abbiamo collocato varie panchine in pietra lungo alcune passeggiate, abbiamo acquistato un apparecchio per la misurazione del diabete, dato in dotazione al medico, per evitare che gli anziani debbano recarsi presso le strutture ospedaliere che sono distanti (Imola a 30km e Borgo S.L. a 50 km); inoltre diamo tutti gli anni un contributo alla parrocchia, abbiamo risistemato l’ambulatorio medico, oltre naturalmente a provvedere al mantenimento della struttura sportiva e dell’ area dove teniamo le feste paesane. Siamo pochi -conclude Raffini- ma ci diamo da fare per il bene e l’amore che abbiamo verso questo nostro piccolo paese”.
E anche quest’anno, nonostante il tempo incerto, la sagra ha avuto una grande partecipazione di pubblico, con tanta gente che ogni anno torna a gustare gli speciali tortelli-ravioli di Piancaldoli.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 agosto 2018





