MUGELLO – La fusione del Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo con il Comprensivo di Marradi, in questi ultimi giorni, ha generato un acceso dibattito nella realtà mugellana, mentre è rimasta muta la voce del Comprensivo Campana ed è per questo che scrivo queste poche riflessioni tenendo a precisare che scaturiscano dal mio pensiero personale.
Sono un’ insegnante e Vicaria “Storica” del Comprensivo di Marradi, ora uno dei collaboratori del Dirigente.
Prima di entrare nel merito di quanto avvenuto intendo fare alcune premesse: negli anni novanta la nostra scuola è diventata una dei primissimi comprensivi d’Italia, anche allora la scelta non è stata facile, ci si chiedeva allora come ora chi ci avrebbe guadagnato e chi rimesso, poi piano piano tutto si è normalizzato e quasi non si ricorda più quando scuola elementare e media erano divise ( la scuola dell’infanzia si è aggiunta dopo con il passaggio da istituzione privata a pubblica).
Per vari anni abbiamo lavorato in piena autonomia con un nostro Preside, poi a causa del calo demografico e dei cambi legislativi ci è stato assegnato un Dirigente con il sistema della reggenza, il dato più significativo è che dagli anni duemila abbiamo cambiato dodici dirigenti.
Non è stato facile, ognuno aveva una propria esperienza una propria personalità, un elenco di priorità e cosi via…, ma posso dire che ogni anno a Settembre tutti noi del Campana ci siamo sempre rimessi in gioco vedendo i cambiamenti come una opportunità in modo da non fossilizzarci in una routine a volta pericolosa e devo dire che i vari Dirigenti hanno rispettato il nostro lavoro, credo riconoscendo, che la nostra scuola cerca di dare qualità e servizi ai nostri ragazzi e alle loro famiglie con una proposta educativa e didattica positiva.
Da alcuni anni abbiamo poi vissuto con una nuova “mannaia” lo spettro dell’accorpamento: dove? Come? con quali modalità?…; abbiamo studiato tante ipotesi in collaborazione con le amministrazioni comunali, abbiamo contestato la possibilità del Comprensivo della Montagna con la Scuola di Firenzuola, perché la abbiamo ritenuta territorialmente impraticabile, sarebbe stato il Comprensivo dei tre valichi.
Ci era stato comunicato che per quest’anno tutto sarebbe rimasto invariato, poi come un fulmine a ciel sereno ci è giunta la notizia che era indispensabile una scelta. Naturalmente non abbiamo avuto tempo per approfondire cosa sarebbe successo al nostro Istituto: l’istituzione degli Omnicomprensivi è una nuova realtà, in Toscana ne esistono poche unità, sono invece più numerosi nella Regione Lombardia e in particolare nelle zone montane della Valtellina, ma non ci è stato tempo per informarci.
Anche noi siamo preoccupati: per gli insegnanti, per il personale ATA, così indispensabile per un buon funzionamento della scuola, poi naturalmente per i nostri ragazzi e le loro famiglie affinché, in nessun modo, possano venire penalizzati da questa nuova situazione.
Tuttavia personalmente mi sono anche detta che questa scelta, piovuta dall’alto, può contenere tanti nuovi stimoli, tante nuove possibilità, tanti nuovi incontri…
Scusate la presunzione, ma ho anche pensato che anche noi potremmo essere, non “una spina nel fianco” ma una opportunità, una ricchezza con il nostro bagaglio di esperienza e di professionalità diverse.
Ho sempre creduto che i nostri Comuni, i nostri territori, siano un valore aggiunto nella realtà più ampia e non un peso da supportare e sopportare.
La novità fa sempre paura, ma auspicherei davvero di rasserenarci vicendevolmente e cominciare a pensare al futuro in modo costruttivo con la consapevolezza di sempre che il lavoro dell’Insegnante, dall’infanzia alla università, nonostante le mille difficoltà e contraddizioni del mondo attuale, è uno dei mestieri più belli e significativi per progettare e pensare un futuro dove tutti i nostri ragazzi possano trovare la loro possibilità di vita.
Fedora Anforti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 dicembre 2018



