E’ davvero un evento unico, quello che il 25 aprile, a cadenza biennale, viene proposto nel centro di Firenzuola.
L’”Aringata” è una manifestazione che si tiene ormai da quasi ottant’anni –la prima edizione fu nel 1937-, con un’interruzione durante la guerra. Una festa paesana molto sentita dai firenzuolini, a loro misura, tanto che non la pubblicizzano neppure poi tanto. Forse perché pensano che gli argomenti dell’evento sono molto locali, paesani e poco comprensibili da chi vien da fuori.
Invece è una festa davvero originale e divertente, una sorta di Carnevale goliardico fuori stagione, con riferimenti stretti alla vita del paese, con i carri che fanno satira, talvolta lieve, talvolta sferzante su episodi e personaggi –che di solito accettano di buon grado ironie e prese in giro-. Ogni gruppo di carristi sceglie un tema, e in una ventina di giorni di preparativi tutti insieme si ritrovano in un capannone e collaborano alla realizzazione di ciascun carro.
Si inizia alle 17.00, con la sfilata dei carri che fa tre giri lungo la via principale del paese. Uno speaker annunciava e spiegava i carri, per far capire gli argomenti trattati, legati a episodi capitati a Firenzuola in questi due anni –la manifestazione infatti è biennale-, e che la popolazione ben conosce, divertendosi a vederne la parodia, e la presa in giro. Si tiene poi il tradizionale ballo della Giga Marina, con un gruppo di ragazzi che ballano accompagnati dalla fisarmonica: un ballo davvero tradizionale, perché si svolge dalla prima edizione dell’Aringata, e che coinvolge così giovani e anziani.
E infine, dalle 21.00, la musica ha riempito via Villani, con l’impianto montato su uno dei carri, quello dell’Apericava, che prendeva in giro il dj storico del paese, Pipetta. E lui ha montato sul carro la sua amplificazione, facendo ballare fino a mezzanotte tutti i presenti.
Questa volta –ed è una novità- è stato il pubblico a scegliere i carri più riusciti. C’era un’urna, si distribuivano le schede per la votazione.
Il terzo premio è andato a “L’inceneritore Garella, 166 hp” e il tema era quello della discarica firenzuolina del Pago, chiusa quest’anno dopo tanti anni di attività (e di polemiche).
Il secondo carro premiato è stato “l’Apericava”, incentrato sulla crisi della pietra serena, e prendeva in giro, anche con un po’ di amarezza, le tante persone hanno dovuto a dedicarsi agli aperitivi, uno dei cartelli, il rilancio del settore lapideo.
Ma il carro più votato in assoluto è stato “Mamma ho perso gli scout, ci siamo smarriti alla Serra”, e prendeva in giro l’episodio recente degli scout dispersi sul Giogo con trenta centimetri di neve e che fecero muovere la (costosa) macchina dei soccorsi, con l’intervento anche dell’elisoccorso della Regione.
Sette in tutto i carri in gara: tra questi uno faceva riferimento alla presenza a Firenzuola del noto stilista fiorentino Stefano Ricci e alla galleria della circonvallazione da anni ancora chiusa, nella quale, secondo il carro, Ricci avrebbe allestito una sfilata di moda; un altro metteva sotto accusa il rilascio di patenti facili per l’uso di motosega ed escavatore; un altro ancora prendeva di mira un barista che ha fatto mille mestieri e che ora vorrebbe fare il pranoterapeuta.
I carri erano preceduti dalla grande “Aringa”, e non mancavano neppure i carri sempre presenti, quello della “Giga marina” e quello dedicato a Bacco e Poppea. Perché alle origini l’Aringata era la festa degli ubriachi: si mangiavano le aringhe, e giù vino a fiumi. Adesso le aringhe non si mangiano più, ma di vino, anche stavolta, ne è corso parecchio ….
Molto soddisfatti gli organizzatori: “Credo si tratti –dice Ambra Francini della Pro Loco di Firenzuola-, dell’Aringata più riuscita degli ultimi anni. Tantissima gente, bar e ristoranti che si sono ben organizzati, con la proposta di aperi-cene e meù appositi. Davvero è stata una bella festa”.
Foto tratte da Facebook, pubblicate da Alessandra Boni e Catia Giovannardi
Qui l’articolo su L’Aringata pubblicato dal “Filo” nel 2007
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© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, 28 aprile 2015



