BORGO SAN LORENZO – Quando gli chiedevi di parlare delle sue vacche e vitelli gli si illuminavano gli occhi. Per Adriano Borgioli, l’allevatore mugellano recentemente scomparso, titolare dell’azienda agricola e zootecnica Valdastra di Borgo San Lorenzo, il “benessere animale” non era un concetto astratto. E neppure mera tecnologia.
“Mi piace stare nella stalla la mattina -confidava qualche settimana prima dell’infarto che lo ha improvvisamente sottratto alla sua famiglia, ai suoi amici e ai tanti che lavorano con lui-, e la sera è bello fermarmi a parlare con gli animali. Se c’è una cosa che li fa star bene, è parlar loro: guardarli e basta, talvolta li innervosisce, li intimorisce, ma sentire la tua voce, specialmente se non è una voce irruente, ma tranquilla, magari un canto, un fischiettio, li attrae. L’animale ti ascolta, e ho notato che l’udito supera l’occhio. Se una buona musica è distensiva al massimo, sicuramente amano sentir due persone che parlano, come se pensassero: “Mi dai sicurezza, te uomo che conversi con altre persone”. E se sei in un pascolo a parlare tranquillamente, vedrai che ti si avvicinano. Saranno sicuramente incuriositi, ma sono convinto che faccia anche loro piacere. Parlare agli animali è come accarezzarli, come lisciarli . Son tutte forme che rendono l’animale più domestico”.
Borgioli si ferma, sovrappensiero: “Però -precisa- non devi arrivare a umanizzare i nostri animali. Lo puoi fare col cane e col gatto, ma il rischio di umanizzare gli animali delle nostre stalle non va corso. Perché non potresti più fare l’agricoltore. C’è un limite da non superare. Il toro bellissimo, che hai portato a tutte le mostre, che ti ha generato bei vitelli, poi è dura sentenziarne la macellazione. L’aspetto economico è secondario.., lo porti al macello e chiedi di cercare di non farlo soffrire”.
Poi l’allevatore mugellano torna a spiegare il suo concetto di benessere animale: “La prima tecnica è di renderlo il più libero possibile: l’animale deve poter scegliere quando andare a bere, quando riposarsi, e di stare nell’ambiente più idoneo. Per questo gli vanno creati spazi, dal pascolo all’aperto fino a un ricovero dove possa rifugiarsi nei momenti più difficili, una tempesta, un gran freddo. Ma lasciamo scegliere a lui, lasciamogli il cancello aperto, sarà lui a decidere se entrare nel ricovero o stare fuori”.
Quali gli accorgimenti da adottare? “Sicuramente il ventilatore è il top, può dare un beneficio estivo ma anche invernale, perché d’inverno porta via quell’umidità che può esservi in una stabulazione chiusa. Poi è importante una lettiera con la paglia asciutta, un luogo dove poter stare all’asciutto, soprattutto le zampe. Certo, anche l’alimentazione è importante, per il benessere degli animali, ma io credo che l’ambiente lo sia ancora di più. Perché senza stress l’animale mangia meno, ingrassa meglio e produce di più. E si vede da lontano quando l’animale sta bene, si gode la temperatura giusta e può andare a prendersi un po’ di pioggerellina perche gli piace farlo”.
E a proposito di stress l’allevatore segnala anche un problema “psicologico” e comportamentale: “La cosa più difficile è quella di evitare il bullismo. Non a caso la parola bullismo deriva da toro. Il comportamento prevaricatore è un grosso problema, molto frequente negli allevamenti, gli animali meno forti vengono umiliati, tori e animali adulti diventano “bulli” salvo poi diventare vittime quando invecchiano. Una divisione attenta, per età e per carattere è necessaria. E poi, mai mettere insieme razze diverse. Perché anche tra gli animali c’è il razzismo. Se metti tre razze diverse in un unico recinto, la pezzata nera sarà distrutta, la limousine magari ce la farà, mentre la chianina è la prevaricatrice: è più grossa, vivace, più vitale, una razza non voglio dire più violenta, ma con un temperamento meno aggregativo”.
E qui si innesta un’altra questione che ha a che fare col benessere animale: “Rimuovere le corna – diceva Borgioli- è stato togliere un elemento di bellezza, ma ci ha dato animali molto più docili. Le corna sono un’arma. E trent’anni fa ho dovuto eliminare una decina di animali che venivano feriti a forze di cornate. Ora vogliamo animali senza corna, e arriveremo a selezionare animali che nascono senza corna, o le bruciamo appena nate. Il benessere animale passa anche da qui”.
Infine l’allevatore mugellano tornava a parlare delle stalle: “Quelle in Mugello sono a un ottimo stadio, e se devo indicare un problema, è che forse ci sono troppi animali. Riducendo il numero degli allevamenti, si è andati verso una grande concentrazione e sempre di più sarà così. Ma sugli spazi, quando si fa un progetto di benessere animale, occorre essere precisi. Ci devono essere punti di abbeveraggio e di alimentazione e i sufficienti metri quadri a disposizione. Se poi si darà ampio spazio e tempo al pascolo è il top: consentire alle vacche, appena munte o appena partorito, di avere spazio per uscire all’aperto è importante. E credo molto nell’importanza di facilitare il pascolo dove ci sono anche i boschi: per gli animali andare a dormire nel bosco nel periodo estivo è il massimo”.
Paolo Guidotti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Giugno 2021






