MUGELLO – In una lettera appassionata la presidente dell’associazione con sede a Luco di Mugello, Antonella Bertaccini, ripercorre tutte le tappe che hanno portato finalmente alla realizzazione dell’opera nella missione di Wamba: un pozzo che darà acqua ad oltre cento famiglie.
Cari amici,
è con emozione, con immensa gioia e, sì permettetecelo, anche con orgoglio che vi annunciamo: il pozzo per la Huruma Children’s Home è finito! Un anno fa in ottobre ero a Wamba da suor Leena per valutare se il progetto fosse perseguibile per la nostra piccola Associazione; infatti le difficoltà erano innumerevoli e quella più insidiosa era trovare l’acqua. A Wamba l’acqua non si trova facilmente, molti tentativi sono andati a vuoto. Ma suor Leena intelligentemente mi suggerì di fare una partnership con la Samburu Water Project, un’Organizzazione americana benefica che realizza pozzi nelle zone del Corno d’Africa disposta ad offrire la trivellazione, con la proposta di accollarci tutto il resto del lavoro: pompa, box in muratura e recinzioni per il pozzo, serbatoi, pannelli solari, strumentazioni, attrezzature e materiale per la canalizzazione di cinquecento metri e quant’altro per rendere l’opera finita, sollevandoci così dall’incognita principale e più preoccupante. Così è stato fatto, e l’acqua è stata trovata al primo tentativo ad una profondità di settanta metri.
Nell’arco di quest’anno gli ostacoli nel portare avanti il progetto sono stati tanti: discutere e valutare i vari preventivi prima di accettare e firmare il contratto con un’ Impresa specializzata di Nairobi, ottenere i permessi governativi alla trivellazione e la successiva analisi certificata dell’acqua, lo stop dei lavori a causa delle piogge, una variante del Covid che ha messo in condizioni critiche le suore, il personale e i bambini della Huruma Home, e alla fine la richiesta dei vari rappresentanti della comunità di Wamba di aver parte all’acqua potabile del pozzo.
Posso dire che personalmente è stato un progetto davvero difficile da gestire da lontano e molto pesante la responsabilità che ho sentito verso i benefattori per le loro generose donazioni. Suor Leena ha avuto un ruolo fondamentale ed è stata davvero eccellente, determinata ed efficiente nel seguire le varie fasi di avanzamento dei lavori. Ma anche lei mi ha confidato che è stato molto faticoso e stressante vigilare su tutto, contestualmente al suo “lavoro” a orario continuato che la impegna giorno e notte nell’accudire i bambini.
A posteriori, quando cioè aveva risolto il problema, mi ha raccontato la criticità della fase finale di cui si è fatta carico e che le aveva tolto il sonno per la difficoltà nel trovare una soluzione adeguata. Quando i capi della comunità si sono presentati a lei per chiedere di usufruire dell’acqua del pozzo. Una richiesta che sottintendeva un reale pericolo in caso di diniego perché la gente assetata, avrebbe potuto compiere atti vandalici al pozzo e alle attrezzature. Ma anche molto problematica da assecondare per la sua portata limitata d’acqua.

Ha parlato col parroco, p. Joseph, chiedendo consiglio e dopo aver convocato più meetings con i vari responsabili della Comunità è riuscita a raggiungere un accordo. Avrebbe consentito l’uso del pozzo due giorni alla settimana alla gente in cambio di un impegno sottoscritto alle spese di manutenzione. A quel punto ci ha informato che occorreva costruire un chiosco a parte per la Comunità, con un altro serbatoio da diecimila litri e le relative attrezzature, incrementando i costi preventivati. Questa è stata la causa del ritardo di due mesi della data di fine lavori prevista a luglio e posticipata a fine settembre.
Non abbiamo potuto che dirle di sì, in primis per un riconoscimento al merito nel dare tutta sestessa per portare a compimento il progetto. Senza di lei sarebbe stato impossibile.
E poi perché sapere che il pozzo disseterà anche centrotrntasette famiglie di Wamba è per noi un risultato decisamente più bello.
Ci resta da pagare l’ultima tranche dei lavori, ma questo è un ostacolo che non ci spaventa certi che come sempre le risposte degli amici non mancheranno.
Padre Franco aveva un sogno…
Portare l’acqua a Wamba. Lui sognava in grande, ma siamo certi che la piccola Afrika Jipe Moyo, che in sua fedelissima memoria e cercando di seguire il suo esempio imitandone i gesti concreti di carità, facendo un pozzo lo abbia reso felice. Noi fin dall’inizio lo abbiamo nominato alla Direzione dei Lavori dall’Alto, e ci abbiamo creduto.
E voi, amici vicini e lontani, che con la vostra generosità e fiducia avete creduto in noi, ci avete dato il coraggio di affrontare gli ostacoli di questo progetto vitale.
Sentitevi protagonisti, ognuno nella misura del proprio prezioso dono, di questo splendido traguardo e ascoltate le parole di suor Leena, dei capi villaggio, dei bambini della Huruma nei video che ci ha mandato e che saranno pubblicati sulla pagina Facebook di Afrika Jipe Moyo.

Il loro grazie è per ciascuno di noi, di voi.
Questa cordata di solidarietà ha dato un risultato bellissimo, che ripaga di tutto e che commuove. In questo momento storico così drammatico e buio restiamo insieme, continuando se vorrete, su questi sentieri, là in Africa, dove si può con poco se uniti, fare tanto, tanto bene.
Appassionatamente, grazie a tutti
Antonella Bertaccini, Presidente
“…usa gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza. Non mollare mai” (Papa Francesco)
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 2 novembre 2023



