BARBERINO DI MUGELLO – Vanno avanti nel massimo riserbo le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Borgo San Lorenzo in merito al ferimento, con una fucilata, di un agente della Polizia Provinciale, avvenuto l’altra sera nei boschi di Barberino di Mugello (articolo qui).
L’uomo, ispettore del reparto territoriale zona Nord ed ex agente della Polizia Municipale di Firenze, lo ricordiamo, era in servizio antibracconaggio insieme ad un collega suo assistente quando, in prossimità di un’abitazione isolata nella zona de “La Dogana”, sarebbe partito il colpo che lo ha ferito con un proiettile di grosso calibro, di quelli usati per la caccia al cinghiale o ai cervi.
A questo punto sono due le ipotesi investigative che entrano in campo. Quella che esclude il dolo, proposta anche dal Corriere Fiorentino, per la quale il colpo che ha ferito l’agente sarebbe stato sparato come reazione istintiva da parte del cacciatore dopo aver visto del movimento tra i cespugli, magari pensando che si trattasse di un grosso animale.
Tra i cacciatori della zona circola però anche un’altra possibile versione dei fatti, certo tutta da verificare, per la quale i due bracconieri si sarebbero accorti di essere braccati dalla Polizia Provinciale, ed avrebbero sparato un colpo di avvertimento per far allontanare gli agenti. Colpo la cui traiettoria potrebbe poi essere stata deviata fino a colpire l’uomo che è rimasto ferito.
Sempre stando a questa versione, i due cacciatori si sarebbero poi rifugiati nella casa abbandonata, che pare sia usata come base per le loro battute irregolari. E pare anche che per farli uscire siano state necessarie alcune trattative, condotte dai Carabinieri. E che al momento in cui sono usciti abbiano però negato di esploso dei colpi all’indirizzo degli agenti della Polizia Provinciale.
Quale che sia le corretta dinamica dei fatti, comunque, le due versioni convergono nell’asserire, come riportato anche dal Corriere Fiorentino, che i carabinieri della Compagnia di Borgo San Lorenzo hanno identificato il punto da cui è partito lo sparo, e che le indagini si sarebbero concentrate su due persone che sarebbero già state sottoposte alla prova dello “stub”, per rilevare i residui di polvere da sparo; anche se trattandosi di cacciatori questa prova potrebbe non essere decisiva data l’alta probabilità che entrambi abbiano esploso dei colpi. Mentre invece sarà importante se si potranno eseguire indagini balistiche sul proiettile, per risalire all’arma che ha esploso il colpo.
Questi gli scenari e le indiscrezioni di cui si parla in questi giorni in Mugello. Starà adesso ai Carabinieri ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. Intanto l’agente ferito, 56enne, ancora ricoverato a Careggi, pare che dovrà essere sottoposto ad un nuovo intervento al braccio, per recuperare la piena funzionalità dell’arto.
Sulla vicenda interviene anche Erica Mazzetti, Deputata di Forza Italia, componente VIII Commissione ambiente, che afferma: “Chiedo che si faccia piena luce su quanto avvenuto a Barberino di Mugello, dove un poliziotto è stato ferito durante un’azione di controllo anti-bracconaggio. Le Forze dell’Ordine svolgono un compito tanto prezioso quanto troppo spesso sottovalutato e hanno mansioni delicate, come appunto il controllo della caccia, attività comunque importante. Il presidio del territorio e la cura della natura, del Creato, sono indispensabili. Giunga al poliziotto coinvolto, alla sua famiglia e ai colleghi la mia completa vicinanza e solidarietà”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Agosto 2024




