VICCHIO – Il presidente della Cooperativa Il Forteto Maurizio Izzo ha letto sul nostro giornale la vicenda di Tommaso Bilanceri, allevatore costretto a vendere il suo gregge di pecore perché “Il Forteto” non lo pagava. Ed ha voluto dare delle precisazioni in merito alla situazione di Bilanceri e dell’azienda.
Nell’apprendere direttamente dal Filo del Mugello la notizia della vendita del gregge da parte di Tommaso Bilanceri (articolo qui) siamo ad esprimere innanzitutto il nostro dispiacere. Vogliamo però cogliere l’occasione per alcune precisazioni
Il CDA della Cooperativa il Forteto, da poco insediatosi dopo più di 18 mesi di gestione commissariale ha proprio la scorsa settimana incontrato gli allevatori dell’Associazione Produttori Pastorizia Toscana. Tale incontro è stato l’occasione non solo per conoscersi , ma anche per fare il punto della situazione, condividendo con profonda trasparenza la difficoltà che sta vivendo il settore a seguito della pandemia Covid-19. Durante questo incontro è emerso un dato, che proprio Appt ha ricordato: da quando è diventata socia Appt ha conferito alla Cooperativa il Forteto quasi 100 milioni di litri di latte ovino, tutto latte ovino di esclusiva provenienza toscana e proveniente anche dai territori più disagiati della regione. Il Forteto, nel rapporto con Appt, al cui interno ci sono anche piccolissimi allevamenti, ha svolto per decenni un ruolo fondamentale nell’economia agricola toscana contribuendo in maniera importante a sostenere e sviluppare la filiera ovicaprina riconoscendo il ruolo sociale che tutti gli allevamenti hanno nella tutela del territorio. Ha fatto conoscere ed apprezzare nei mercati di tutto il mondo il Pecorino Toscano Dop esportando le proprie produzioni in tutti i continenti.
Quando, per la campagna latte 2019 , Bilanceri non aveva più un caseificio a cui conferire il latte, ecco nascere il rapporto con Appt ed il conferimento della sua produzione fino ad oggi al Forteto.
Purtroppo la pandemia in atto ha avuto importanti ripercussioni anche sul business della nostra cooperativa; l’effetto immediato è stato quello di veder vanificato un percorso commerciale all’estero di alcuni decenni, da cui nascono le difficoltà a cui si riferisce Bilanceri. Pur prospettandosi all’orizzonte timidi segnali di ripresa, le difficoltà persistono e sono innegabili, al pari di tantissime altre imprese italiane vocate all’export.
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 agosto 2020



11 commenti
E tutti i “papponi” politici nostrani e nazionali che andavano in passerella al Forteto non hanno niente da dire? Da questa risposta sembra quasi che si voglia dare dello sprovveduto al Sig. Bilancieri, che dal 2019 era in difficolta’ e soltanto allora si e’ messo in associazione con APPT. Da quello che capisco della vicenda, pero’, bastava pagargli il latte. Non rilevo che gli sia stato impedito il conferimento a causa della pandemia. Il problema, ripeto, mi sembra che risieda solo nei mancati pagamenti che hanno messo in ginocchio il pastore. E di tutti i miliardi stanziati nei vari Dpcm non e’ stato previsto niente per la “filiera ovicaprina” e per sostenere temporaneamente la flessione dei fatturati delle Cooperative, tipo il Forteto? Si e’ pensato che i ” bonus” per i monopattini risolvessero meglio i problemi creati dalla pandemia, prima, ed in seguito dai provvedimenti assunti dagli incapaci asseverati che attualmente ci governano? Ad pejora!
Analisi della risposta del Sig. Izzo:
“Il CDA della cooperativa il Forteto, da poco insediatosi…” : in altre parole, il Sig. Izzo, sfoggiando il più tipico degli atteggiamenti italici, sta dando la colpa ai predecessori;
“…ha proprio la scorsa settimana incontrato gli allevatori” : con questa frase si vuol far passare il messaggio che si sta facendo qualcosa di costruttivo;
“Tale incontro è stato l’occasione non solo per conoscersi…bla bla bla… esportando le proprie produzioni in tutti i continenti” : tutto ciò è puro e semplice fumo negli occhi, che non ha nessuna attinenza con il problema sollevato da Bilanceri e non ne offre soluzione alcuna;
“Quando, per la campagna latte 2019 , Bilanceri non aveva più un caseificio a cui conferire il latte, ecco nascere il rapporto con Appt” : frase fumosa, forse un tentativo di dare la colpa all’allevatore?
“Purtroppo la pandemia in atto ha avuto importanti ripercussioni anche sul business della nostra cooperativa”: ulteriore tentativo di sgravarsi la coscienza…il covid è la causa di tutti i mali.
In conclusione: la risposta del Sig. Izzo è fumo negli occhi per distogliere l’attenzione dal vero problema sollevato dall’allevatore, ossia, la retribuzione del latte (da fame) e la pessima gestione dei pagamenti verso i fornitori (gli allevatori) ad opera del Forteto. E questo è il nuovo Presidente.
Ho voluto così esprimermi facendo pubblicare questo articolo sia per raccontare la mia storia sia per cercare in qualche modo di aiutare questo settore e tutti i colleghi pastori che continuano a praticare questo difficile e faticoso mestiere che comporta sacrifici enormi,capace di produrre una ricchezza infinita per l’umanità ma ormai dimenticato e poco retribuito…certo che il covid ha indubbiamente danneggiato tutto e tutti,ma ripeto non sono qui a colpevolizzare nessuno.voglio solo fare luce sul settore della pastorizia ,uccisa dalla burocrazia dalla politica da una materia prima che sfama milioni di persone retribuita una miseria.
ricordatevene alle prossime elezioni
Ce ne ricorderemo, certo.
Di questo, e di molto altro.
Di quello che il Forteto è stato, di quello che hanno permesso colpevolmente che fosse
secondo me la precisazione trova il tempo che trova .. certamente non aiuta .. cmq siamo in Italia xciò nn bisogna aspettarsi niente di più .. purtroppo
Volevo accodarmi anche io, agli ottimi interventi che mi hanno preceduto. Ci tengo in modo particolare, precisare ai redattori del Filo, che purtroppo le aziende, come quelle di Tommaso Bilanceri, non sono delle rarità, o casi singoli e particolari. La situazione drammatica, e diffusa della pastorizia Toscana, o di allevamento che dir si voglia, è ormai al tracollo. Tutti indistintamente, si sono riempiti la bocca con: dop,igp,doc, igt, Km 0, Tuscany,paesaggi, sostenibilità, ecocompatibilità, qualità di vita, arte, storia, Dante Alighieri, Giotto; ma nella banale realtà di tutti i giorni, dietro a tutto questo ci sono aziende agricole, famiglie,che stanno sprofondando nell’indigenza. Non è mai un bello spettacolo mettere i panni sporchi in piazza, si è consapevoli di infrangere una bella fiaba, che ormai da anni ci ripetiamo come un mantra. Purtroppo, come sempre, presto, o tardi, i nodi vengono al pettine, e il guaio, e che nessuno in questo momento è in grado di scioglierli, o per volontà, o per incompetenza. Possiamo consolarci, come dice Rosa Rossi:( ricordiamocene alle prossime elezioni). Magre consolazioni, naturalmente. Qui nel Mugello avremmo un patrimonio enogastronomico, di allevamento, di prodotti tipici, di tradizioni e saperi, che non hanno eguali nel mondo, nel pianeta, ma alla fonte, che saremmo noi,non ci vengono riconosciute neanche le briciole.
Non conosco bene la situazione perché lavoro in altro settore. Ma le prime 2 cose che un imprenditore deve fare e’ pagare i propri dipendenti e i propri fornitori.Come troppo spesso succede aziende, cooperative mal gestite continuano ad esistere a scapito dei loro fornitori. Provate ad andare a fare la spesa al forteto, poi arrivati alla cassa dite al commmesso che causa covid le vostre condizioni economiche non sono piu’ quelle di una volta e che la spesa non la potete pagare, secondo voi cosa succede: A il commesso comprende la Vs Situazione e vi fa andare via con la spesa senza farvela pagare. B Prima vi chiede gentilmente di lascire la spesa e di andarvene senza, se poi insistete chiama la sicurezza!
Il sig.Izzo ha una faccia da mettinculo?
Vorrei porre una domanda che nasce da alcune considerazioni : la “ Coperativa il Forteto” era un Azienda Agricola con Frutteti, Seminativi ,Allevamento di ovini da latte e annesso Caseificio per la trasformazione.
Da più di 20 anni però l’Allevamento di Ovini è stato chiuso (forse troppo complicato e poco remunerativo?! ), e così è stato fatto anche per i frutteti. Tra l’altro è cosa nota che Tutte queste attività furono finanziate dalla Regione Toscana con contributi a fondo perduto. Oggi di fatto il Forteto non produce più materie prime ma le acquista dai produttori, che poi spesso Associano, e le Commercializza semplicemente o le Trasforma e poi le Commercializza soprattutto tramite il canale UniCoopFi e Lega delle Cooperative.
Pertanto in pratica non ha più le srmbianze e non si tratta più di una Azienda Agricola ma di una Industria di Trasformazione e una Commerciale. Nonostante tutto questo risulta beneficiare dei contributi Regionali per il settore Agricolo. Allora ritorno al punto iniziale e nasce spontanea la seguente domanda :oggi chi si è permesso di dismettere il proprio allevamento ovini realizzato con contributi Regionali non ha ritegno a fare chiudere anche gli altri allevamenti perché non gli paga il latte che compra come testimonia la storia pubblicata dell’allevatore Bilaceri ??? Forse la Regione Toscana può rispondere?
Prima delle elezioni buttiamo tutto in politica, senza ricordare che i pastori sardi gia’ hanno avuto promesse non mantenute, in questo caso dall’exc ministro dell’interno: ma alla fine, sono solo problemi di soldi.