MUGELLO – Quest’articolo, doveroso, fa seguito al mio precedente, pubblicato a novembre.
Una triste storia che si ripete. Nel novembre 2017 avevo presentato un’interpellanza parlamentare, e a dicembre l’Assessore alla Sanità della Regione e la Dirigenza ASL, in una conferenza stampa presentarono il documento d’indirizzo “Il circuito della salute” che conteneva un progetto di messa a norma antisismica con ampliamento della struttura, costruzione ex novo di una palazzina nella zona antistante l’Ospedale, aumento di letti, ampliamento del PS (Pronto Soccorso), dotazione di apparecchiature tecnologiche necessarie al buon funzionamento dell’Ospedale, cogeneratore per l’impianto di climatizzazione, persino un nuovo centro di medicina sportiva; il tutto debitamente accompagnato da un cronoprogramma, il seguente:
La durata prevista per l’intervento di riqualificazione dell’Ospedale è stimabile in 5 anni, conseguendo il risultato di un ospedale sicuro sotto il profilo strutturale (statico e sismico) nel termine di 2,5 anni. (nota dall’intervento dell’ing. Meucci nel Consiglio del 3maggio) .
Lo stesso “Circuito della salute”, fu presentato nel corso del Consiglio dell’Unione del 3 maggio, aperto alla cittadinanza con la presenza dello staff dirigenziale dell’ASL Toscana Centro al completo, di tecnici e del consigliere regionale Fiammetta Capirossi che era lì, a metterci la faccia, come lei stessa disse, al posto dell’Assessore Saccardi.
Come si può notare eravamo già fuori tempo, ma pronti, per l’ennesima volta, a dare fiducia.
Tuttavia, come ho scritto a novembre, nel piano di previsione triennale del bilancio ASL (2018/2019/2020) non c’è traccia di impegni di spesa per l’Ospedale del Mugello; all’interno dei finanziamenti per l’Area fiorentina, si trova la descrizione di lavori, da iniziare e in itinere, a S.Maria Annunziata, al Torregalli, a Prato e a S.Maria Nuova, ma riguardo al nostro Ospedale ci sono solo 5 righe su lavori di adattamento statico poi completati nella primavera 2018, in ritardo come sempre sui tempi, ma comunque completati.
Ma ecco che sembra avverarsi il miracolo di Natale, oppure la magia di una bacchetta che Regione e ASL hanno opportunamente tirato fuori. Abracadabra e appaiono 30 mln che diventeranno 36 in seguito e che sulla carta del bilancio, pubblicato il 23 febbraio 2018, non esistono. Ho appreso la notizia di queste rinnovate promesse da un quotidiano ma non conosco quando e dove siano state rinnovate. Comunque ora si prevede l’inizio dei lavori per la messa a norma antisismica a metà del 2020, ben sei mesi dopo che avrebbero dovuto essere finiti, stando a quanto garantito, sottolineo garantito, nel Consiglio del 3 maggio; sicuramente perché il bilancio ASL ormai pubblicato, non contiene traccia dei 30/36 mln.
Così purtroppo, devo restare ancora, una voce fuori dal coro; non credo a queste nuove promesse perché la storia insegna e, nel ricordare i tanti annunci sempre, in precedenza, declamati ma mai rispettati, è d’obbligo aggiungervi anche questo, a meno che non ci vengano mostrati, nero su bianco, la delibera dello stanziamento in bilancio dei 30/36 mln, le carte relative all’appalto per la progettazione esecutiva, il progetto con relativo cronoprogramma, magari in un altro doveroso Consiglio dell’Unione aperto al pubblico, con la presenza anche dell’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi.
Perché la scadenza della vita dell’Ospedale, riguardo alla messa a norma antisismica, è molto vicina; una commissione insediatasi nel 2010 e poi rinnovata nel 2012, a conclusione del lavoro , stimava in 10 anni la vita residua dell’edificio.
Intanto circolano voci sulla possibile dotazione di una nuova TAC dedicata al PS (Pronto Soccorso);
(le stesse voci mormorano ” Eh proprio in prossimità delle elezioni amministrative!”) da installare infatti proprio prima di maggio. Nel PS la TAC manca da sempre e i pazienti hanno dovuto talvolta essere trasportati alla Misericordia per eseguire l’esame.
E che, non la vogliamo? Certo che sì, l’abbiamo tanto richiesta! Ma la modalità e i tempi non tornano, così mi domando: dove dovrebbe essere posizionata la nuova TAC (messo che arrivi entro la primavera 2019), se i lavori di ampliamento e riadeguamento dell’edificio prevedono una ristrutturazione del PS successiva a quella data? Avrà una collocazione provvisoria per essere poi rispostata, con tutte le sue tonnellate, quando il PS sarà pronto?
Sono l’eterna insoddisfatta? Sì, non riesco, come altri, ad accontentarmi e gioire ogni volta che ci vengono annunciati interventi futuri che sostituiscono per l’ennesima volta ciò che era stato annunciato in precedenza, non è proprio il caso di fare un atto di fede; e non è allarmismo ma realtà.
Dopo l’uscita del mio precedente articolo “Ancora sull’Ospedale” ho ricevuto una telefonata da un cittadino di cui non conosco il nome e non ha importanza saperlo: a me sembrò la voce di tutti i cittadini del Mugello; mi ringraziava per il mio interessamento verso il nostro Ospedale e, dopo aver scambiato considerazioni e opinioni, definì il nostro Ospedale una “chicca”, una “vera chicca”; io aggiungo che lo sarebbe davvero se chi, preposto a farlo, lo mettesse a norma e lo dotasse di tutto quanto necessario a farlo funzionare, mettendo in grado il personale, preparatissimo sia sotto il profilo professionale che umano, di lavorare con la strumentazione e la tempistica giusta.
Continuo nel mio scetticismo con una ulteriore nota: io resto ancora convinta che l’Ospedale dovrebbe essere costruito ex-novo, tanto più che lo stesso ingegnere Meucci, il 3 maggio, nella sua presentazione del progetto disse queste testuali parole ”…è un’ operazione abbastanza complessa, soprattutto per la presenza di una, diciamo, distribuzione impiantistica al livello del piano interrato che, essendo stata installata in assenza di altri vincoli, chiaramente non è del tutto compatibile con questo tipo di operazione” ((verbale del Consiglio del 3 maggio).
La commissione che ha appena finito di elaborare il Piano Strutturale Intercomunale individua il Mugello come zona ad alto rischio sismico e conferma la cadenza quasi secolare di tragici eventi ; l’ultimo risale al 1919.
Vuoi vedere che, facendo slittare continuamente i tempi, ce la faranno davvero ad arrivare alla chiusura dell’Ospedale? Ai posteri l’ardua sentenza?
Sandra Cerbai
Consigliere PSI nel comune di Borgo S.L e nell’UMCM,
delegata dal PSI ai problemi dell’Ospedale del Mugello
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 dicembre 2018





1 commento
una grande sandra cerbai asfalta la asl che tace…chissa perche’……