BARBERINO DI MUGELLO – Nella tarda serata del 20 Agosto un agente della Polizia Provinciale venne ferito da un colpo di fucile mentre stava eseguendo controlli antibracconaggio in località “La Dogana”, a Barberino di Mugello (articolo qui). Per questi fatti questa mattina, giovedì 3 Ottobre, i Carabinieri hanno arrestato un 46enne con l’accusa di tentato omicidio. Spiegano i Carabinieri con una nota:
Nelle prime ore della mattinata odierna, 3 Ottobre 2024, è stata data esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Firenze, su richiesta di questa Procura, nei confronti di un 46enne a carico del quale sono stati ritenuti gravi indizi per il tentato omicidio nei confronti di un Ispettore della Polizia Provinciale della Città Metropolitana di Firenze.
Nello specifico, l’Ispettore, vittima dell’attentato, è stato raggiunto di arma da fuoco la sera del 20 agosto scorso mentre si trovava in servizio preventivo antibracconaggio presso una riserva di caccia, in località “LA DOGANA” di Barberino di Mugello (FI). Le indagini, dirette da questa Procura della Repubblica e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Borgo San Lorenzo e della Stazione di Barberino di Mugello, sono state immediatamente indirizzate verso due soggetti, un uomo e una donna, che occupavano uno stabile all’interno della riserva di caccia.
La polizia giudiziaria è intervenuta immediatamente e, all’esito delle perquisizioni, ha trovato diverse armi e munizioni da caccia, tra cui numerosi bossoli esplosi, tutto sottoposto a sequestro. Le ulteriori indagini, hanno consentito di accertare che l’indagato, che oggi è stato arrestato per la custodia cautelare in carcere, nei giorni precedenti al fatto aveva notato i servizi effettuati dalla Polizia Provinciale e che quella sera, utilizzando un visore notturno, aveva sparato ad altezza uomo, da una finestra posta a circa 150 metri da dove si trovava la vittima, colpendo l’agente in servizio e procurandogli gravissime lesioni al braccio destro, mancando gli organi vitali solo per pochi centimetri.
All’uomo viene pertanto contestato il reato di tentato omicidio, visto che grazie all’utilizzo del visore poteva distinguere in maniera inequivocabile la figura umana. La compagna 34enne è indagata in stato di libertà per avere concorso, materialmente e moralmente, nel tentato omicidio avendo condiviso con l’indagato l’ideazione e la realizzazione del fatto-reato. La misura cautelare della custodia in carcere è stata emessa nei confronti dell’uomo sia per il pericolo di reiterazione del reato, che per quello di inquinamento delle prove, visto che avrebbe tentato di sviare le dichiarazioni di un testimone chiamato a deporre dai Carabinieri. L’indagato è stato quindi portato al carcere di Sollicciano, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 Ottobre 2024



