SCARPERIA E SAN PIERO – Il sindaco Federico Ignesti fa il punto. E parla con franchezza, grande calore e preoccupazione. Si rivolge a tutti, e in particolare ai ragazzi. Invita alla responsabilità e al rispetto e ricorda che “Non c’è una medicina contro il coronavirus. Ad oggi l’unico modo per ridurre il contagio è quella di non avere contatti con le persone. Anche i ragazzi che dicono ma noi siamo immuni sbagliano: non è vero, e magari infetti il tuo nonno, il tuo genitore”.
Ignesti torna a parlare di spostamenti: “Bisogna fare dei sacrifici. Bisogna evitare il contatto. E mi dispiace aver dovuto chiudere tutto, aree giochi, parchi, passeggiate, ma diventano fonte di assembramento. Le attività sportive fatele in casa. In palio c’è la nostra sopravvivenza, e quella dei nostri cari. Abbiamo un’altra settimana nella quale varranno i provvedimenti più restrittivi”.
Dopo aver ricordato che sono stati sospesi i divieti di sosta per la pulizia delle strade, Ignesti dà un’altra importante notizia: non c’è più bisogno di andare agli studi medici a farsi fare le ricette: “Non è necessario recarsi di persona dal medico per una ricetta. Basta telefonare al proprio medico ed egli invierà il codice della ricetta elettronica tramite sms. Con quello e la tessera sanitaria, si potrà andare in farmacia”.
E il sindaco insiste anche sul fare la spesa: “E’ dimostrato che i generi alimentari ci sono, ed è quindi inutile andare tutti giorni a comprare qualcosa per fare la giratina. Ed evitiamo spese immani, anche qui ci vuole un comportamento responsabile.”
Infine, i nomi dei contagiati: “Chiariamo -dice Ignesti-. Basta spettegolare. Le comunicazioni in merito a chi è contagiato, le fa solo il sindaco. Non è autorizzato a farle nessun altro, né il comandante dei carabinieri, né i medici di base né il farmacista. E la comunicazione è in forma anonima. Smettiamola con l’atteggiamento becero di voler sapere come si chiama la persona. Il problema non è il nome, il problema è avere comportamenti idonei a non essere contagiati. L’ASL farà un percorso a ritroso negli ultimi quattordici giorni per capire chi ha avuto contatti con la persona risultata positiva. Anche nel nostro comune abbiamo persone che sono in isolamento e in isolamento volontario. Non preoccupiamoci dei nomi, ma preoccupiamoci di non prendere il virus, rimanendo a casa: meno spostamenti facciamo meno possibilità di contagio avremo”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 marzo 2020




