MUGELLO – I disservizi dei treni finiscono spesso sui giornali, ma le migliaia di pendolari del Mugello che usano l’autobus affrontano disagi altrettanto gravi. A spiegare cosa non funziona è Gianni Trigona, autista da trent’anni – residente a Barberino di Mugello e rappresentante RSA per la Filt-Cgil.
Il problema principale è che i tempi di viaggio previsti sulla carta non sono realistici. “La mia corsa da Barberino dovrebbe durare 40 minuti, ma co mettiamo più di un’ora”, spiega Trigona. I ritardi colpiscono tutte le tratte, compresa la via Bolognese. La situazione peggiora a Pratolino, perché i bus extraurbani sono costretti a fare le stesse fermate dei bus di città. Il risultato? I pendolari devono partire mezz’ora prima per non fare tardi al lavoro. “La gente si arrabbia e il primo parafulmine è sempre l’autista”, sottolinea il sindacalista.
Sui bus poi mancano i controlli, e quasi nessuno paga il biglietto. “Non si vede un controllore da anni e a bordo sale di tutto”, denuncia l’autista. Quando si prova a chiedere il biglietto, le risposte sono spesso minacciose: “Mi dicono ‘Te guida e non ti preoccupare’. E alla fine l’autista è sempre solo” .
Un elemento positivo c’è: il 95% dei bus è nuovo e confortevole. Mentre i terminal sono un problema. Le stazioni bus, a Firenze, non esistono più e i passeggeri sono stati spostati in strada. “I viaggiatori sono gettati su un marciapiede. Quando piove l’acqua arriva alle ginocchia, i bagni sono vandalizzati e non c’è una biglietteria. In più, le auto e i taxi occupano i nostri spazi e non ci lasciano passare”, conclude Trigona.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 settembre 2026




