BORGO SAN LORENZO – Dal terrazzo del Municipio di Borgo San Lorenzo, e da tante finestre sventola ancora, solitaria, la bandiera palestinese. Ricorda una situazione sicuramente terribile, dove la violenza e la negazione dei diritti umani sono sotto gli occhi di tutti. Se l’avere a cuore la sorte del popolo palestinese ha senso per tutti coloro che ancora si chiedono ‘come può l’uomo uccidere il suo fratello’, allora si fa fatica a comprendere l’assenza di altre bandiere e di analoghe iniziative di solidarietà concreta e politica.
Il popolo ucraino continua ad essere sotto attacco, in una guerra scatenata dal dittatore russo, ma quella bandiera gialla e celeste non sventola, e ci stiamo abituando a un conflitto che uccide persone inermi, e alimenta un odio sempre più forte.
E ora c’è l’Iran, la repubblica islamica guidata da una feroce oligarchia. Da decenni opprimono ogni tipo di libertà, a cominciare da quella delle donne, e alimentano il terrorismo antioccidentale e anticristiano. Adesso, e non è la prima volta, la popolazione, a cominciare dai più giovani si ribella, pagando spesso con la vita, con il regime che sta cercando di arginare la voglia di libertà e di democrazia di larga parte del popolo iraniano, con atti di violenza efferati. Anche su questo riscontriamo troppo silenzio, e l’assenza di bandiere, solidarietà, vicinanza. E ci chiediamo perché.
Lo chiediamo senza polemica, e senza alcuna voglia di puntare il dito verso qualcuno. Ma solo per sollecitare una riflessione più consapevole. Se le ragioni politiche finiscono per giustificare i silenzi, o anche spingono ad approvare atteggiamenti di rapina, di ricatto e di prepotenza del più forte, se ci si mobilita solo a intermittenza, allora perde valore e forza quello che dovrebbe essere l’essenza di un sincero impegno per la pace, la giustizia sociale e la democrazia: la centralità della persona umana, i suoi diritti inalienabili, con il rifiuto della violenza e di ogni atto che questi diritti minaccia e nega.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 14 Gennaio 2026






3 commenti
Condivido pienamente l’articolo.
Roberto Izzo
Bravo Paolo hai colto nel segno non è mai troppo tardi per scoprire la verità .
Mi chiedo e vi chiedo se è possibile equiparare un genocidio tutt’ora in atto a delle proteste senz’altro legittime conto un regime dispotico. Quale bandiera vorreste esporre? Quella della monarchia torturatrice iraniana di chi invoca i bombardamenti israelo-statunitensi, rinnegata da gran parte degli stessi manifestanti e che si vorrebbe imporre alla comunità iraniana in Italia con minacce (es.https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/19/farian-sabahi-minacce-sostenitori-usa-israele-notizie/8261585/)? Ancora quella ucraina i cui colori sono stati per lungo tempo sugli edifici di municipi e scuole di ogni ordine e grado? Il mondo di oggi ahimè è pieno di ingiustizie e massacri ovunque (USA compresi, vedi uccisioni dell’ICE), mi permetto di invitare a riflettere e diffidare di chi vorrebbe che ci indignassimo a comando e molto selettivamente. È giusto mobilitarsi a intermittenza? No di certo, ma faccio notare che ci è voluto un anno e mezzo di massacri prima che qualcuno (non tutti) prendesse posizione contro il genocidio a Gaza…
Non ci si vuole mobilitare a intermittenza? Bene, allora mobilitiamoci contro la terza guerra a pezzi, come papa Francesco ha detto già nel 2014, ben prima dell’invasione russa dell’Ucraina. Basta strumentalizzazioni.