BARBERINO DI MUGELLO – È stata riaperta al culto, dopo oltre cinque anni dal terremoto del 2019, la Badia di Santa Maria di Vigesimo – “una delle più belle chiese del Mugello”, come la definisce con orgoglio il parroco di Barberino di Mugello don Stefano Ulivi.
Ieri, sabato 10 Maggio, alla festa per l’inaugurazione era presente anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Una presenza significativa, in quanto proprio grazie alla Regione Barberino ha potuto, nel giro di pochi anni, avere nuovamente agibili i propri luoghi di culto. Di questo impegno, durante la cerimonia don Stefano Ulivi ha ringraziato il presidente Giani, che a sua volta ha ricordato la Messa della notte di Natale che il Cardinale Betori, allora Arcivescovo di Firenze, celebrò nella palestra della scuola. “Barberino era rimasto senza chiese – ha detto Giani – e per questo pensai, dobbiamo provvedere anche ai luoghi di culto, perché sono parte essenziale della vita di una comunità. E non potendo intervenire con i fondi della Protezione Civile abbiamo trovato il modo di farci carico dei restauri”.
La badia di Vigesimo, lo ricordiamo, era stata gravemente ferita, con lesioni che l’avevano resa inagibile, dalla scossa del 9 dicembre 2019, magnitudo 4.5, che provocò gravi danni soprattutto nel centro storico barberinese, causando lo sgombero delle chiese, del municipio, dell’ufficio postale e di numerose abitazioni. Sul fronte degli interventi effettuati, la badia è stata adesso completamente recuperata e restaurata, comprese gran parte delle decorazioni. È stato anche consolidato il campanile, che versava in condizioni piuttosto critiche. Per una spesa totale di 383 mila euro.
“Una cifra che ci ha permesso – hanno detto i tecnici durante la presentazione – non solo di ripristinare la sicurezza strutturale dell’edificio, ma anche di poter lavorare su tutti gli aspetti decorativi, tanto che la chiesa è tornata meglio di come l’abbiamo lasciata prima del terremoto”. Fino a concludere che, dal punto di vista strutturale, se si verificasse un nuovo terremoto come quello che c’è stato nel 2019, stavolta i danni dovrebbero essere minori.
Adesso la badia, le cui origini risalgono all’undicesimo secolo, poi ricostruita nel Settecento in stile barocco italiano, tornerà a nuova vita, e sarà utilizzata soprattutto per la preghiera mariana, per matrimoni e battesimi.
E ieri, al termine della messa, il presidente della Regione ha scoperto una targa che ricorda l’impegno della Regione Toscana per il finanziamento delle opere di recupero della badia.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 Maggio 2025

























