FIRENZUOLA – Isabella Barreca, naturopata specializzata in erboristeria antica, da tre anni vive a Firenzuola, dove ha finalmente potuto iniziare a realizzare il sui sogno d’infanzia. Il Mugello è sempre stato infatti il posto del suo cuore. Ci veniva ogni fine settimana coi suoi genitori, quando andava a trovare il nonno Marcello e la nonna Attilia a Ponte a Vicchio, dove il nonno viveva e lavorava come responsabile di un podere poco distante da casa sua.
Quei fine settimana erano una festa. Racconta: “il nonno mi portava sulle spalle in giro per la campagna, mi insegnava i nomi delle piante e degli insetti, mi spiegava la vita della Natura coi suoi ritmi e le sue peculiarità. A me sembrava di stare dentro una favola. Tenermi a bada era difficile. Mi avventuravo in luoghi impervi e selvaggi, tanto che mio padre mi aveva soprannominato “la Capra”, nomignolo che, incredibilmente, mi ha seguito in tanti frangenti anche nel corso degli anni”.
Suo nonno aveva un orticello dietro casa e lo curava con amore e sapienza. Lì c’era il capanno degli attrezzi che per lei era un posto magico. Entrarvi era come entrare nell’armadio di Narnia: era come varcare la soglia di un mondo a parte. Dentro quella penombra, oltre agli attrezzi, c’erano scaffali pieni di barattoli di semi, cortecce ed erbe essiccate, con le etichette di carta scritte in corsivo. “Il profumo di quel capanno – racconta – è quello che per me è l’odore della mia infanzia”.
Prosegue il suo racconto: “Nonno Marcello mi insegnò a riconoscere e usare diverse erbe officinali. In quei fine settimana è nata la mia passione per le erbe e, molto probabilmente, la mia “vocazione selvatica”. Lo so che parlare di vocazione può sembrare esagerato, ma è davvero di questo che si tratta…io ho sempre sentito di essere su questa terra proprio per questo: conoscerla, amarne la Natura e far conoscere a quante più persone possibile, quello che per me è il lato verde della forza. Non potrei fare a meno di questo – continua – E’ stata ed è quotidianamente, una scelta difficile. Il più delle volte non è sufficiente ad assicurarmi la sopravvivenza e sono costretta a fare anche altro, ma abbandonare questa strada no! Mai!”
Dopo tanti viaggi e cambiamenti di vita, tre anni fa si è trasferita a Firenzuola, e un anno fa è “inciampata” in quella casa che è diventata la sua “Capanna”. “Con non pochi sacrifici – spiega – sono riuscita ad acquistarla. Tanti lavori da fare e pochissimi soldi a disposizione, ma grazie all’aiuto di alcuni amici e alle diverse competenze che ho acquisito negli anni, sono riuscita in pochi mesi a renderla abitabile, e soprattutto a creare gli spazi giusti per svolgervi il lavoro dei miei sogni”.
Spiega ancora: “Nel 2020, in piena pandemia, avevo dato il via a quello che sembrava un progetto che, dato il momento storico e la mia totale mancanza di risorse economiche, sembrava completamente folle: la “Scuola di Metaerboristeria”, un percorso di formazione professionale per naturopati incentrato sulla conoscenza delle piante medicinali, e soprattutto sulle metodiche di comunicazione e interazione con la Natura”.
Il progetto è stato un successo, ma adesso, a distanza di cinque anni, ha sentito la necessità di tornare alle sue “abitudini selvatiche” e di insegnare alle persone un tipo di approccio più profondo.
“Trovare la Capanna – afferma – è stato il colpo di fortuna che ci voleva. La Capanna è casa e studio, ma è anche un luogo di accoglienza dove chiunque desidera conoscere le piante e le storie ad esse legate, è benvenuto. Il mio obiettivo è quello di valorizzare il territorio del Mugello e la Natura che lo caratterizza e di far comprendere a quante più persone possibile la fortuna di vivere in un ambiente che vanta una incredibile biodiversità. Alla Capanna – prosegue – si può venire per farsi accompagnare a riconoscere e raccogliere piante, erbe e frutti utili per il proprio benessere. Si può venire alla Capanna anche per bere una tisana mentre si ascoltano storie, miti e tradizioni popolari legate alla cultura rurale, alle piante e al bosco. E a imparare come possiamo vivere in modo da rispettare tutto questo impattando il meno possibile sull’ambiente. Si può venire alla Capanna – conclude – per imparare a preparare rimedi naturali, cosmetici selvatici e fare arte con la Natura, oppure semplicemente, per ricevere un trattamento benessere secondo le tecniche della nostra medicina tradizionale”.
Insomma, afferma infine: “Quello che sogno è soprattutto avvicinare le persone alla Natura, creare una rete sociale che ci faccia sentire davvero una Comunità Montana come un tempo, magari istituire gruppi di persone che scambiano competenze, tempo, produzioni proprie e che diventino, poco a poco, un tessuto forte e felice di vivere in un luogo che offre una ricchezza immensa in cambio di quasi nulla, se non un po’ di amore e rispetto.
Riferimenti web: su Facebook e Instagram pagina: La Capanna Della Capra
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 Novembre 2025
















