MUGELLO – E’ diventata la strada della discordia. Il Mugello la chiede, Calenzano si oppone. L’opera stradale in parte c’è già, e perse nei boschi tra il Carlone e Calenzano ci sono ancora le strutture in cemento armato realizzate negli anni Sessanta per la costruzione della Sp 107. Massicciate, enormi piloni di ponti, ormai abbandonati da oltre sessant’anni e coperti dalla vegetazione. E se di questa strada oggi si è tornati a parlare, nei giorni scorsi insieme all’ex sindaco di Vaglia Leonardo Borchi e al fotografo Riccardo Germogli l’abbiamo percorsa, a bordo di due fuoristrada fin dove possibile e poi a piedi. Ne è nato questo video reportage, che potrà forse essere utile a non commettere di nuovo gli errori del passato.

Borchi, che è stato sindaco dal 2014 al 2024, ma che prima è stato comandante della Polizia Municipale, ricorda che quella strada, che ancora ancora non esisteva, fu addirittura inserita nelle mappe, e che capitava ancora negli anni Ottanta che qualcuno, magari qualche turista, cercasse di percorrerla.
Utilizzata nella sua prima parte dal Cavet durante i lavori per la realizzazione della galleria Vaglia della linea ferroviaria ad Alta Velocità, per la prima metà del suo percorso è oggi un’agevole pista bianca di cantiere, fino alla collina artificiale dove fu stoccato lo smarino proveniente dallo scavo della galleria. Una collina ben recintata e sulla quale è ormai ricresciuta la vegetazione, con tanto di caprioli tranquillamente al pascolo.


Ma nel tratto successivo dobbiamo lasciare i fuoristrada, e la strada diventa veramente impervia, tanto da dover, appunto, lasciare proseguire a piedi. Tra la vegetazione scorgiamo le tracce dell’opera che fu: massicciate, gabbioni di sassi, e addirittura l’alto pilone di un ponte, perso tra alberi e rovi della boscaglia.
Solo dopo aver guadato il torrente, arriviamo nel punto dove giungono le strade bianche dalle Croci di Calenzano e da Legri. Da qui, secondo le nuove ipotesi progettuali, il nuovo tracciato dovrebbe differire dal vecchio, per dirigersi verso le Croci anzichè a Legri. Ma il tratto che abbiamo percorso è veramente impervio, e probabilmente potrebbe essere oltrepassato solo tramite viadotti. Se ne valga la pena. Con il rischio, come dice Borchi, di violare la montagna e seccare anche l’ultimo torrente della zona, è questione aperta. Ma forse qualcosa si potrebbe imparare dal passato, e da quei resti di strada abbandonati da sessant’anni e ormai ripresi dalla boscaglia.




Immagini Fotocronache Germogli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 Marzo 2026







3 commenti
Sono contrario alla realizzazione di questa opera. Potenziamento dei servizi ferroviari per il Mugello.
Agevolazioni tariffarie per i Magellani sulla tratta autostradale Barberino Firenze.
Uno studio preliminare sugli spostamenti è indispensabile prima di qualsiasi progettazione di nuove strade.
Sarebbe utilissima e a Calenzano non leverenbe nulla
A chi serrvirebbe, che utenza giornaliera userebbe la strada.