VAGLIA – Il capoguppo in consiglio comunale di “Scelgo Vaglia” commenta i nuovi sviluppi sulla vicenda del Banti (articolo qui), e si dice soddisfatto per l’avvio delle procedure di bonifica dell’area, contaminata dall’amianto.
Leggo con un misto di stupore e di compiacimento le notizie riportate dalla stampa fiorentina circa lo scatto di interesse e di iniziativa che l’ASL ed il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi sembrano aver avuto a proposito dell’ex sanatorio Banti.
Dopo la denuncia compiuta da “La Repubblica” di lunedì 3 circa lo stato di colpevole degrado in cui la struttura è stata abbandonata, con la dispersione incontrollata di frammenti e di polvere di amianto nelle aree boschive circostanti, qualcosa – finalmente – sembra muoversi. Meglio tardi che mai! E molto del merito va riconosciuto alla Signora Picozzi che abita in quella zona ed ha da tempo denunciato questo stato di cose.
La cosa più importante nell’immediato è che ci si predisponga a bonificare e mettere in sicurezza l’area interessata. Ma è di grande interesse che – sempre stando alle notizie di stampa – si sia avviato anche un percorso che potrebbe portare alla ristrutturazione ed al cambio di destinazione d’uso di quell’edificio che qualcuno, molto efficacemente, ha definito “una terrazza su Firenze”. Destinazione turistica o di studio universitario? Vedremo. Anche se c’è da domandarsi se esse si escludano necessariamente.
In ogni modo, confermo la mia soddisfazione. “Scelgo Vaglia”, la lista unitaria di centrosinistra che mi ha sostenuto nella recente e -ahimè- sfortunata battaglia elettorale, aveva appunto indicato nel Banti una delle proprie priorità strategiche da perseguire. Anche dall’opposizione, quando le cose sembrano prendere la direzione giusta, non si può che esprimere un parere positivo. Salvo, naturalmente, controllare che si passi dalle parole ai fatti. Noi lo faremo, con rigore e determinazione.
Con lo stesso spirito, mi auguro che il riconfermato sindaco di Vaglia si attacchi con qualche energia non solo mediatica a questa locomotiva che sembra partire.”
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 giugno 2019





