
MUGELLO – L’incontro si doveva tenere il 5 marzo, tema i diritti delle donne iraniane, ma l’AUSER ha cancellato l’appuntamento e la consigliera di minoranza esprime “forte rammarico di fronte alla decisione di rimandare a data da destinarsi l’incontro“.
Esprimiamo forte rammarico di fronte alla decisione di rimandare a data da destinarsi l’incontro “Essere donna nell’Iran di oggi”, che avrebbe dovuto vedere protagonista l’attivista Leila Farahbakhsh.
Riteniamo che le parole di Leila a Firenze, un grido di dolore di chi ha la famiglia sotto un regime e chiede alla comunità barberinese di non essere ipocrita. In democrazia tutte le voci devono essere ascoltate e ogni spunto deve diventare lo stimolo al confronto democratico. La libertà e il coraggio delle donne iraniane non possono aspettare i tempi e timori della politica locale. Per questo motivo comunichiamo che ci siamo già messi in contatto con esponenti della comunità iraniana per organizzare, nel più breve tempo possibile, un evento pubblico a Barberino.
“Barberino non deve chiudere le porte a chi ha il coraggio di dire la verità, anche quando questa è scomoda o rompe gli schemi dei soliti slogan,” dichiara Silvia Castellani , capogruppo CentroDestra per Barberino”. Se il Palazzo Pretorio si chiude, noi risponderemo aprendo altri luoghi per il dialogo. Il popolo iraniano che lotta a mani nude merita ascolto, non rinvii.”
Anche i consiglieri metropolitani Alessandro Scipioni, Gianni Vinattieri, Claudio Gemelli e Vittorio Picchianti, con la capogruppo di Fratelli d’Italia all’Unione dei comuni del Mugello e del centrodestra per Barberino Silvia Castellani, esprimono il loro “pieno e incondizionato sostegno a Leila Farahbakhsh, la coraggiosa esule iraniana che ha avuto il coraggio di interrompere il corteo pacifista a Firenze per denunciare il silenzio assordante sulle atrocità del regime degli ayatollah”. “La chiamiamo Madonna coraggiosa per il suo eroico gesto in difesa di un popolo iraniano che sta soffrendo terribilmente sotto torture, arresti e bombardamenti”. Leila rappresenta “la voce vera di chi fugge da un vero regime criminale, e il suo gesto merita rispetto, non ostracismo. Riteniamo doveroso consentirle di parlare all’incontro previsto a Barberino di Mugello”. Chiunque inventi “scuse pretestuose per mascherare la censura commette un grave errore: tappare la bocca a un’esule di un popolo vittima di continue violenze sarebbe un capitolo tremendo per la democrazia nelle nostre zone”. La solidarietà all’Iran “non si rinvia”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 3 marzo 2026


