
BORGO SAN LORENZO – Ho partecipato domenica 13 agosto, ai festeggiamenti per i cinquant’anni di Cavallico. E’ stato molto bello rivedere tante persone, tanti amici con i quali ho percorso insieme un tratto di strada della mia vita. Oltre ai complimenti a chi ha organizzato la bellissima giornata, vorrei colmare con queste poche righe, un vuoto nelle belle testimonianze che abbiamo ascoltato, sottolineato da Romano Guidotti.

Infatti se Cavallico esiste, lo dobbiamo sì alla lungimiranza del Pievano Don Rodolfo Cinelli che acquistò quel luogo, ma anche al tanto sudore versato su quelle pietre da un gruppo stupendo di persone che per oltre un decennio misero a disposizione i sabati e le domeniche per rendere meno selvaggio Cavallico ed adeguare le strutture per accogliere i ragazzi. Queste persone ormai quasi tutte scomparse tranne uno che era presente alla festa, Severino Maiani, insieme a Carlino Berti, il Gasparrini, Attilio Tarchi, Pietrino Chiocci, Fello Dreoni, Gigi Tagliaferri, Giulio Paoli, Miro, coadiuvati da un gruppetto di noi più giovani, con il sottoscritto, Umberto Righini, Francesco e Luciano Tarchi, Massimo Biagioni ed altri come Sergio Prunecchi che con la sua esperienza di geometra ci dava consigli su come eseguire al meglio i lavori, Sandro Landi, lo stesso Romano Guidotti, l’Incagli, Giancarlo Bagiardi e via via tanti altri che furono determinanti per le sorti di Cavallico.

Vedere oggi Cavallico in tutto il suo splendore, molto più bello di come noi lo consegnammo, ci fa dire che quel sudore non fu versato invano, anzi, ha prodotto molti frutti. Sapere che oggi a capo del gruppo di manutentori di Cavallico c’è Giovanni Innocenti, insieme a sua moglie Michela, mi fa allargare il cuore, perché Giovanni quando Cavallico ebbe inizio era un bambino piccolo, ma non vi fidate, già allora era un bell’aggeggio tanto che una volta dovetti portarlo all’ospedale di Luco dove gli misero dei punti in una mano senza esser mai riuscito a capire come veramente si era procurato quel taglio. Giovanni è la prova che chi ha vissuto quel luogo, porta dentro di sé l’imprinting di Cavallico, che è quello di mettersi al servizio degli altri.

E non scordiamoci quell’altrettanto stupendo gruppo di donne, con la Graziella in testa, insieme a Bruna Viliani, Milena Paoli, la Mariangela, Antonietta Parigi, Maria Chiocci e tante altre che non ricordo, che in tutti questi anni hanno garantito la preparazione dei pasti alle migliaia di persone che sono passate da Cavallico.

Infine, come non menzionare i tanti Sacerdoti che succedutisi negli anni, molti dei quali presenti alla Messa concelebrata con il Cardinal Betori, si sono presi cura dei nostri ragazzi.
Concludo citando un passo del Vangelo dell’altra domenica, dicendo che a Cavallico “abbondante è stata la semina ed altrettanto abbondante è stato il raccolto”.
Emilio Sbarzagli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 agosto 2023




