FIRENZUOLA – Domenica 27 Settembre sono stati celebrati gli ottant’anni della Misericordia di Firenzuola, secondo lo slogan “Una storia di solidarietà e comunità che guarda al futuro”. Per l’occasione la comunità locale si è stretta in un grande e caloroso abbraccio attorno a due delle sue realtà più amate e longeve: la Fraternità della Misericordia, che ha tagliato lo storico traguardo degli 80 anni di fondazione, e il Gruppo Donatori di Sangue Fratres, che ha celebrato in contemporanea il suo 60° anniversario di attività. Un doppio compleanno speciale che è stato onorato con una ricca programmazione spalmata su tre intense giornate.
I festeggiamenti si sono aperti ufficialmente venerdì sera con la proiezione, in anteprima assoluta, del documentario sugli 80 anni della Misericordia intitolato “La nostra opera”. La pellicola, realizzata da Lapo Scotti, ha saputo raccogliere e restituire le testimonianze dirette e i volti storici dell’associazione, mettendo al centro il messaggio più profondo del volontariato: la consapevolezza che non esiste gratificazione più grande di quella che si prova nell’aiutare il prossimo. Un racconto intimo e potente che ha commosso la folta platea presente in sala.
La giornata di sabato ha visto invece come assoluto protagonista il Gruppo Fratres ed è entrata nel vivo con la premiazione dei donatori che si sono distinti nel tempo per il loro numero di donazioni effettuate. Una cerimonia semplice ma ricca di significato, volta a ribadire il ruolo cruciale svolto dai volontari nel garantire un supporto costante al sistema sanitario e alla vita dei pazienti più vulnerabili. A coronamento della serata, l’energia del partecipato concerto dei “Lascia il segno”, apprezzata tribute band dei Nomadi, che ha saputo coinvolgere e far cantare il pubblico e i volontari in un clima di condivisione e di entusiasmo.
Il lungo fine settimana di festeggiamenti ha vissuto la sua terza e ultima giornata nella domenica, aperta dallo svolgersi di una toccante cerimonia istituzionale, estremamente sentita e partecipata, il cui momento centrale è stato dedicato alla celebrazione dei volontari storici e benemeriti. Oltre alla consegna degli attestati e della medaglia commemorativa dello storico traguardo, ai premiati è stata omaggiata una rosa stabilizzata nei colori giallo e blu, simbolo dell’associazione. Un dono dal profondo valore ideale: un fiore prezioso che non appassisce mai, esattamente come la gratitudine che la comunità nutre verso i propri volontari.
“Una storia che si intreccia indissolubilmente con quella della comunità, un’associazione nata nel secondo dopoguerra e cresciuta grazie al valore inestimabile del tempo donato”. Con queste parole il sindaco di Firenzuola Giampaolo Buti ha sottolineato il traguardo storico che unisce memoria, gratitudine e impegno verso le future generazioni. Nata nel 1946 in un paese ancora profondamente segnato dalle ferite della guerra, la Misericordia ha mosso i propri primi passi grazie a una vecchia ambulanza donata dal comando militare americano e alla determinazione di un gruppo di cittadini. Da allora, l’associazione è diventata un pilastro fondamentale per Firenzuola.

Nel corso del suo intervento, il sindaco ha voluto ricordare le figure chiave che si sono succedute alla guida della fraternita dal momento della sua costituzione formale nel 1972: il primo Governatore Giovanni Zini, lo storico leader Marino Ballerini – alla guida per ben 25 anni fino al 2007 e ricordato oggi con particolare affetto –, Lorenzo Malvezzi, Claudio Corbatti e l’attuale Governatrice Debora Righini.
“Cinque nomi e cinque periodi diversi, ma uniti dalla stessa identica responsabilità: custodire e far crescere un patrimonio della nostra comunità”, ha dichiarato il sindaco. “Il patrimonio più grande della Misericordia non sono i mezzi o la sede, ma il tempo donato. Tempo sottratto alla famiglia, al lavoro e al riposo per essere messo a disposizione di chi soffre e ha bisogno. Questo – ha aggiunto Buti – è il vero significato del volontariato, ed è ciò che rende questa realtà così importante per Firenzuola”.
Il primo cittadino ha inoltre sottolineato i grandi traguardi raggiunti lungo il cammino: il prezioso contributo del Gruppo Fratres per la donazione del sangue, la realizzazione della nuova sede – frutto della sinergia tra istituzioni, imprese, artigiani e cittadini – e la tradizionale Cena in Piazza, diventata negli anni il simbolo della partecipazione e del grande cuore dei firenzuolini.
“Come sindaco, a nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza – ha concluso – voglio dire un grazie immenso a chi ha donato questo tempo ieri, a chi continua a farlo oggi e a chi lo farà domani. Ottant’anni – ha aggiunto – rappresentano una grande storia, ma soprattutto una grande responsabilità: quella di custodire questo valore e consegnarlo intatto alle generazioni future. Buon anniversario alla Misericordia di Firenzuola”.
La cerimonia è poi proseguita con la celebrazione religiosa, presieduta da Mons. Ronacri, vescovo emerito di Sovana, Pitiliano, Orbetello e Grosseto e Don Aldo Menichetti. La funzione solenne è stata splendidamente coronata dal punto di vista musicale grazie alla straordinaria unione delle voci del coro Mulieris Voces e del Na’ara Vocal Ensemble, diretti dal maestro Sebastian Scimè, e impreziosita dal suggestivo accompagnamento di un trio d’archi. L’insieme di queste realtà musicali ha regalato momenti di profonda intensità spirituale. Nel corso del suo fermo e toccante intervento, la Governatrice ha espresso parole di grande spessore sul senso del servizio, tracciando la rotta ideale per l’associazione: “Vogliamo guardare al futuro rimanendo esattamente come siamo nati, moderni nei mezzi, ma antichi, uniti e solidissimi nei nostri valori”.
La governatrice ha infatti sottolineato come la struttura possa dotarsi di attrezzature modernissime, nuove tecnologie o veicoli all’avanguardia, ma che tutto questo resterebbe una scatola vuota senza i volontari di ieri e di oggi. Sono proprio le persone che, donando con calore umano il loro tempo e dimostrando un radicato senso di appartenenza, rappresentano il vero e insostituibile motore della Fraternità, senza il quale l’attività si fermerebbe dopo pochi passi. Inoltre ha voluto tributare un omaggio speciale alla memoria storica dell’associazione, ricordando con profonda gratitudine il primo nucleo di donne che, a partire dai primi anni ’50, scelsero di impegnarsi in prima persona dando un contributo fondamentale alla crescita e allo sviluppo della Fraternità. La governatrice ha inoltre ripercorso le tappe fondamentali dell’impegno comunitario, richiamando alla memoria il primo storico nucleo di Protezione Civile nato nel 1986.
Un passaggio particolarmente commovente è stato dedicato al ricordo di tutti i volontari scomparsi negli ultimi tempi e che hanno fatto grande l’associazione; tra questi, una profonda menzione è andata alla memoria di Piero Tinti, volontario venuto a mancare durante i difficili mesi della pandemia, simbolo dello spirito di servizio della Misericordia.La tre giorni si è infine conclusa all’insegna dello sport con un appassionante torneo di pallone tra le Misericordie del territorio, nato per unire i diversi gruppi in un momento di sanacompetizione. Sul rettangolo verde a spuntarla è stata la compagine di Firenzuola, che ha conquistato il trofeo superando le formazioni di San Piero e Scarperia in un clima di grande festa e amicizia. Lo spirito sportivo e la straordinaria partecipazione del pubblico hanno decretato il successo di una tre giorni memorabile, che lascia in eredità una certezza: una comunità unita nel segno del dono e della solidarietà reciproca; il tutto accompagnato da momenti di convivio.
Nel corso delle celebrazioni, il sindaco Giampaolo Buti ha ripercorso le tappe storiche dell’associazione nata nel 1946, ringraziando i cinque Governatori e tutti i volontari per l’instancabile servizio al territorio.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 Settembre 2026
















